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Sunday, 01 May 2016 10:45

Wilde Salomè, recensione: Al Pacino alla scoperta di Oscar Wilde

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Dal Festival di Venezia 2011 arriva sugli schermi italiani l'opera di Al Pacino ispirata alla Salomè di Oscar Wilde. Nel cast una intensa e sorprendente Jessica Chastain. Ecco la recensione di Wilde Salomè.

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È la storia di un'ossessione e di un'ispirazione. E quando un autore si trova schiacciato tra questi due sentimenti così potenti non può non arrivare a produrre qualcosa. Al Pacino nel 2011, anno in cui il film venne presentato al Festival di Venezia, probabilmente si sentiva umanamente e sentimentalmente vicino alla storia di Oscar Wilde, un uomo che quando scrisse la tragedia della giovane Salomè era nel pieno della consapevolezza di una trasformazione: Wilde stava accettando la propria omosessualità e da lì a poco avrebbe liberato il suo amore per l'ingrato Bosie. La trasformazione di Pacino non ha risvolti sessuali, ma artistici: raggiunto l'apice della carriera da tempo, l'attore sente la necessità di sperimentare le varie forme d'arte, confrontandosi con esse e spostando sempre un po' più avanti il confine dell'orizzonte.  Così la sua versione di Salomè (un'opera diversa da tutte le altre scritte da Oscar Wilde) diventa il modo per esplorare sentieri nuovi e per permettere alle tante anime che lo abitano di potersi esprimere. Wilde Salomè è un'opera teatrale - una lettura recitata, in realtà - messa in scena per pochi giorni a Los Angeles, la cui costruzione è diventata film, ma anche il pretesto per Pacino di andare alla ricerca delle radici dell'autore irlandese. Il risultato è un gioco intellettuale metartistico in cui cinema, teatro, testo, storia e vita reale si fondono in un unico corpo. I tempi lunghi della creazione artistica si devono conciliare con quelli più stretti della produzione e quelli della regia devono essere incastrati in quelli della recitazione, finendo per confondere spettatori e regista stesso. A tenere unite le tante anime confuse il testo poderoso di Oscar Wilde in cui sesso, ossessione e religione si incontrano in un drammatico quadro surrealista. Wilde Salomè di Al Pacino è un film volutamente imperfetto, in quanto frutto di un'interpretazione personalissima, ma con il pregio di aver saputo esaltare le capacità interpretative di Jessica Chastain, un'attrice troppo spesso utilizzata in ruoli marginali e risibili.

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