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Sunday, 08 May 2016 20:03

Where to invade next, recensione: Michael Moore torna in un documentario sarcastico ed intelligente, da favola Featured

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Where To invade Next è il nuovo documentario di Michael Moore in arrivo per tre giorni nelle sale italiane: Cinetvlandia l'ha visto in anteprima e vi propone la recensione del documentario sarcastico ed intelligente, dagli spunti molto interessanti da "rubare".

A sei anni di distanza dal debole e non particolarmente riuscito documentario denuncia Capitalism a love story, Moore torna a fare "il" Moore realizzando una spedizione cinematografica che lo riporta ai fasti d'inizio millennio con quella memorabile doppietta composta da Bowling a Columbine(2002) e Fahrenheit 9/11 (2004). Questa volta il provocatorio cineasta americano non intraprende nessuna battaglia sociale e politica ma simbolicamente invade diversi paesi dell'Europa e non solo per rubare l'idea eccellente di ogni paese per poi trasformarla in un'idea patriottica da importare, prendendosene sarcasticamente il merito. Pensiero di per sè semplice, ma al contempo molto utile ed interessante perché Moore osserva che gli Stati Uniti da 60 anni a questa parte hanno sempre invaso paesi esteri con le armi in nome della libertà e del benessere collettivo, in primis il proprio, riportando a casa solo sonore sconfitte e generando malumori e problemi che si sono poi rivoltati proprio contro la stessa America e tuttora non sono assolutamente risolti, e neanche vi si è vicino come dimostra la spinosa questione del terrorismo (tanto per citarne uno di grande attualità). È da questa preambolo storico che Moore al posto di fare un'altra guerra preferisce invadere le nazioni e rubare il miglio dell'eccellenza burocratica/organizzativa di ogni paese, posizionando al termine di ongi spedizione la bandiera americana come simbolo della conquista. Ciò che ne scaturisce è un ottimo documentario tanto semplice quanto geniale per contenuti e apporccio, caratterizzato da una struttura metaforicamente circolare -lo si capisce solo nel finale e non sveliamo volontariamente il perché- che associa il percorso di sviluppo degli Stati Uniti nei secoli a quello di un noto e popolarissimo personaggio delle favole, al punto da far rimanere a bocca aperta, per un colpo da vero fuoriclasse.

Tanti sono i paesi a subire l'invasione di Moore: L'Italia per la gestione delle ferie e la gestione del personale nell'azienda Ducati, la Francia per l'organizzazione scrupolosa dell'alimentazione nelle scuole, l'educazione scolastica in Finlandia,il sistema gratuito universitario in Slovenia, la lotta alla droga in Portogallo o il modello governativo islandese che ha una forte presenza di donne attive e di "peso" nella struttura legislativa. Queste sono solo alcune delle maestranze gestionali che il cineasta "ruba" e porta al di là dell'oceano, molte delle quali lo stesso Moore scopre durante l'intervista medesima e il suo stupore, insieme a quello dello spettatore ignaro di cio', è palese e inevitabile.

Where To inviate Next è un documentario arguto e sarcastico che sicuramente farà discutere e appassionerà. Il film di Moore dimostra come tramite il semplice confronto si possa accedere a idee apparentemente folli o fantascientifiche che però hanno riscontro nella realtà odierna e quindi fattibili, senza il ricorso delle armi o della forza. In tal senso Moore, nelll'apprendere tale tipologie gestionali, non disdegna nel mostrare come l'America si relazione e si comporta di fronte agli input appresi e il risultato è drammaticamente opposto. Ottimo ritorno al documentario per il progresso, americano nello specifico caso, ma si può dire anche universale. Socialmente utile, interessante e stimolante, da non perdere.

Read 986 times Last modified on Sunday, 08 May 2016 20:24

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