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Saturday, 17 March 2018 18:57

Un sogno chiamato Florida, recensione: la vita avventurosa ai margini di Disney Featured

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Dalla notte degli Oscar arriva il film indipendente firmato da Sean Baker, Un sogno chiamato Florida, con Willem Dafoe protagonista di un cast guidato principalmente da attori bambini. Ecco la recensione di Cinetvlandia che lo ha visto in anteprima.

Nella mia fantasia ho sempre immaginato gli Stati Uniti come un immenso parco giochi e gli americani come dei perfetti clienti di enormi attrazioni. Ma la verità è un’altra. Ci sono le scenografie cartonate che coprono la miseria e la colorano di belle tonalità pastello e c’è l’idea della ricchezza che annichilisce e spiazza, lasciando a chi vive ai margini di tutto ciò solo le briciole.
Halley vive con la figlia Moonee, sei anni di faccia tosta, al Magic Castel Hotel un insieme di camere in affitto, di storie e solitudini alla periferia di DisneyWorld gestito dal manager Bobby. La giovane donna vive di espedienti per tirare la giornata, mentre la piccola pensa solo a vivere la vita e le vacanze estive con i suoi amici Scooty e Jancey. Vero che il Parco Disney è a due passi da loro, ma i tre preferiscono inventarsi giochi con il materiale che hanno sottomano: dai tanti strampalati ospiti dell’hotel, alle case disabitate vicine (testimoni di una crisi edilizia che ha colpito tutti gli Stati Uniti), alla scoperta del territorio circostante. Con gli occhi di un bambino, infatti, le mucche al pascolo possono diventare il più eccitante dei safari, così come un gelato comperato con l’elemosina sfacciata e canaglia il più buono dei cibi possibile. Ma la gioia e la spensieratezza non può non scontrarsi con la più severa realtà della legge dei grandi. E a Moonee non resterà che chiedere aiuto ai suoi due amici, quando la mamma Halley finirà inevitabilmente nei guai rischiando di perderla per sempre.
Non è facile raccontare i bambini senza lo sguardo impuro dell’adulto. In Italia ci riuscivano benissimo De Sica e Comencini, ora dagli Stati Uniti arriva questa pietra preziosa grezza di Un sogno chiamato Florida in cui il filmaker indipendente Sean Baker (Tangerine) compie un piccolo miracolo di sensibilità creativa. Le storie raccontate nel film, in cui la vitalità della piccola Moonee si contrappone alla degenerazione di una società agonizzante, si mettono ad altezza bambino e rimpinzano lo spettatore di madeleine proustiane.
Un sogno chiamato Florida, candidato a un premio Oscar per la bella interpretazione di Willem Dafoe nel ruolo dell’angelo protettore Bobby, è un film che cresce sequenza dopo sequenza e ti fa innamorare inevitabilmente di Moonee e compagni portandoti a correre con lei in uno dei finali più belli visti al cinema negli ultimi anni.

Read 1270 times Last modified on Saturday, 17 March 2018 22:26

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