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Monday, 02 November 2020 16:32

Trieste Science Fiction Festival 2020: Mortal recensione del film diretto da André Øvredal con Nat Wolff Featured

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E' stato presentato al Trieste Science Fiction Festival 2020, in streaming, il film Mortal Regia di André Øvredal con Nat Wolff e Priyanka Bose: Cinetvlandia l'ha visto e vi propone qui di seguito la recensione.

C’è un mondo oltre la Marvel che può raccontare i superoi. E sopratutto c’è un cinema altro, da quello più propriamente commerciale, che può prendere le caratteristiche tipiche del genere per provare a raccontare la storia da un punto di vista differente. André Øvredal, regista di Trollhunter, Autopsy e del recente Scary Stories, decide di tornare in Norvegia (dopo la parentesi statunitense nel film prodotto da Guillermo del Toro) per raccontare un mito della sua tradizione, scippato ormai da tempo dagli americani: quello del dio del tuono, Thor.

La storia infatti racconta di Eric, americano confuso, spaventato e ferito, che tenta di sfuggire alla cattura della polizia locale: l’uomo sembra essere il responsabile di un incendio in una fattoria che ha causato la morte di diverse persone. Dopo aver provocato accidentalmente anche la morte di un ragazzo, Eric viene arrestato. Ma sarà l’intervento della psicologa Christine a svelare quello che l’uomo nasconde anche a se stesso: Eric possiede poteri divini basati sull'antica mitologia norvegese. Poteri che però non riesce a controllare. Conteso tra i servizi segreti statunitensi (consci del suo potere potenziale) e la giustizia locale, Eric pare trovare pace solo grazie a Christine, l’unica che riuscirà a capire l’origine di questi poteri.

Era uno dei titoli più attesi al Trieste Sci-fi Festival 2020 e Mortal non ha deluso. Teso e enigmatico, il film del talento nordico Øvredal, è un vero e proprio racconto agnitivo di un mito. Ma a differenza della produzione Marvel, l’ambiguità dei personaggi e della loro natura ha uno spessore maggiore, fornendo al film un fascino particolare. Il regista, abile con la macchina da presa e pulito nella composizione dell’immagine, gioca sia sull’ambivalenza della natura divina del personaggio sia sul concetto di bontà, rinverdendo un genere al rischio di asfissia.

Read 207 times Last modified on Monday, 02 November 2020 16:45

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