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Saturday, 29 December 2018 15:40

Suspiria, recensione del thriller horror di Guadagnino ispirato al cult di Dario Argento Featured

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Esce ad inizio anno il nuovo film di Luca guadagnino, Suspiria (speciale sui film più attesi a gennaio in salapodcast recensione) ispirato al cult movie di Dario Argento: Cinetvlandia l'ha visto e vi propone qui di seguito una nuova recensione sul film.

Nel 1977 la Germania è squassata dagli attentati terroristici della Raf e dei suoi fondatori Baader-Meinhof, Berlino ancora divisa dal muro e il ricordo dell’orrore nazista è ancora vivido. È nell'autunno tedesco che Susie Bannon, giovane ballerina statunitense, arriva alla prestigiosa scuola di ballo di Helena Markos. La selezione per entrarvi è rigida, ma Susie ha un talento cristallino che immediatamente conquista le insegnanti e in particolare modo Miss Blanc, coreografa di punta della scuola. L’arrivo di Susie però coincide con una serie di sparizioni di altre ballerine che, dopo essere entrate in contrasto con le insegnati della scuola, finiscono per far perdere le proprie tracce.

Suspiria di Luca Guadagnino ha lo stesso abbrivio dell’originale di Dario Argento, ma per il resto finisce qui. Dimentichiamoci il precedente e immergiamoci in un film nuovo, originale, volutamente freddo e concettuale che l’orrore lo va a cercare dentro l’animo umano e quello che ci riserva ne è solo la sua rappresentazione estetica. Ci sono le streghe, vero, ci sono le tre madri ma quello che c’è davvero è la rappresentazione della lotta per affermare se stessi. E non importa che tu sia uomo o strega.

Guadagnino dopo l’Oscar per Chiamami col tuo nome avrebbe potuto girare qualsiasi cosa, ha scelto il cuore e di girare il film per quale è diventato regista. L’omaggio che il regista ha fatto a Dario Argento è nella scelta estetica: Suspiria del 1977 era una capolavoro surrealista che lavorava sui tagli di luce e sul sonoro. Questo del 2018 preferisce contrapporre l’estetica del corpo (nel ballo e nella mutilazione), a quello della mente (il ricordo, il sogno, l’incubo e, naturalmente, la memoria) finendo per realizzare un film originale, personale e d’autore, pur senza dimenticare il predecessore.

Forse, visto il colore dominante - dai costumi del corpo di ballo fino alla capigliatura della protagonista (intensa e sensuale Dakota Johnson) - Guadagnino ha voluto omaggiare Argento anche con Profondo Rosso. Ma forse anche no e tutto questo è frutto solamente di una speculazione intellettuale degna del film.

 

Read 466 times Last modified on Saturday, 12 January 2019 12:02

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