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Tuesday, 05 December 2017 16:05

Suburbicon, recensione della nuova black Comedy di George Clooney

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Esce questa settimana al cinema Suburbicon, nuovo film diretto da George Clooney con Matt Damon e  Julianne Moore: Cinetvlandia l'ha visto in anteprima e vi propone qui di seguito la recensione.

A dodici anni di distanza dalla sua opera seconda, Good night e good luck, Clooney torna per la terza volta dietro la macchina da presa per dirigere una black comedy dalle sfumature sociali e politiche in sintonia con quella dei fratelli Coen che, non a caso, ne firmano la sceneggiatura. 

Siamo negli Stati Uniti ad inizio anni'50, da poco tempo è stata creata la comunità di provincia Suburbicon, dove potersi insediare e vivere in armonia e felicità, a decine di chilometri di distanza dalle caotiche e costosissime metropoli americane, in pieno boom economico. La felicità e serenità del folto agglomerato è però solo apparente perché la corruzione e il desiderio di avere il sopravvento sull'altro, mescolato ad uno strisciante razzismo, si sono già insediati nella comunità, dove Matt Damon interpreta l'uomo comune Gardner Lodge, il quale fingerà di essere vittima di tale soprusi ma in verità si muove nell'ombra in modo contrario. Il progetto cinematografico nasce da una vecchia storia dei Coen scritta negli anni'80 e venuta alla luce solo adesso: Gardner è uomo di  virtù apparenti, vive con la sua famiglia in una delle tante villette costruite con lo stampino. La calma apparente viene, però, un giorno sconvolta come un "tornado" da una violazione di domicilio, e tutto quello che era stato costruito si sgretola come neve al sole, sia all'interno dell'abitazione che nel rapporto con gli altri.  

Suburbicon è un film vecchio e prevedibile, proprio perchè i Coen da trent'anni a questa parte sono diventati dei punti di riferimento per il cinema mondiale, non solo per la forma stilistica ma proprio per i contenuti e le riflessioni sociali e politiche che scaturiscono dalle loro sceneggiature. L'intento di Clooney di fare un film impegnato e di riflessione, riesce così solo in parte perchè è una storia già vista e metabolizzata dal pubblico e non aggiunge niente di nuovo a quello che si è visto nelle ultime tre decadi. La volontà di raccontare la società ideale che dentro di se cova vendetta e rabbia è un clicchè cinematografico già consolidato e noto, a cui si aggiunge l'elemento di una certa staticità e lentezza nel intrecciare i personaggi e le dinamiche, fino a giungere ad un finale prevedibile e noioso. La scelta di affidarsi ai Coen si è rivelata, così, un'arma a doppio taglio che genere una pellicola sociale, si impegnata e intellettualmente nobile, ma fondamentalmente vuota di elementi nuovi e accattivanti. Come regista George Clooney si dimostra una garanzia, ma questa volta ha voluto fare un film non suo, e si vedono tutti i limiti crativi e di scrittura. Un film già visto.  

VOTO: 5

Read 1136 times Last modified on Tuesday, 05 December 2017 16:38

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