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Tuesday, 04 July 2017 12:50

Spider-Man homecoming, recensione: la gavetta del supereroe Marvel di New York Featured

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Esce questa settimana al cinema l'atteso nuovo film dei Marvel Studios, Spider-Man homecoming (podcast sul film): Cinetvlandia l'ha visto ieri sera in anteprima e vi propone qui di seguito la recensione.

Dopo un amazing cammeo in Captain America civil war e i due film precedenti, decisamente sciapi e alquanto inuti, l'Uomo Ragno torna ad essere protagonista al cinema con un film tutto incentrato su di lui. Si salta completamente il discorso delle origini, già note al grande pubblico, per raccontare la prima avventura da giovane supereroe di Peter Parker che ha in Tony Stark un mentore non troppo invasivo e con le giuste battute. Il film parte dal basso e spiega in perfetto teen movie, più maturo degli standard del genere anche se a volte un po' troppo didascalico, quanto è difficile essere supereroe soprattutto contro nemici non alla propria portata. Il regista Jon Watts dirige un film più privato e intimo rispetto ai roboanti film precedenti dell'universo Marvel e si dedica al ruolo di Spider-Man collocato nella sua quotidianità e nella vita di quartiere. Infatti un ben delineato villain come l'Avvoltoio, ottimamente interpretato da Michael Keaton, non è un nemico come eravamo abituati a vedere, ma risulta essere un "semplice" delinquente di città che sfrutta le armi aliene recuperate dal dallo scontro con gli Avengers a New York per imbastire un proprio mercato nero di contrabbando d'armi. Così l'Uomo Ragno vuole dimostrare di essere all'altezza ma nella gran parte del film si troverà in difficoltà perché essere supereroi non è facile come a dirsi.

La trilogia di Sam Raimi è ancora un punto di riferimento per il supereroe Marvel e Jon Watts non riesce a raggiungerlo; onore al merito di essere stato in grado di dare una versione alternativa dell'Uomo Ragno ed unisce in un mashup supereroistico elementi del classico Spider-Man con quelli del più recente e ipertecnologico Ultimate. Proprio quest'ultima caratteristica è fin troppo preponderante nel film, soprattutto con il nuovo costume fornito da Tony Stark - a tutti gli effetti un'armatura all'Ironman di tela - che mette un po' in ombra i veri super poteri dell'Uomo Ragno, come il noto senso di ragno. La parte che convince di più e che cattura di più lo spettatore è la seconda quando Peter Parker non è più degno della tuta tecnologica e utilizza un costume fatto in casa, mostrando realmente tutti i suoi valori e poteri.

Il finale oltre all'immancabile scontro con il suo nemico è proprio un ritorno a casa, da qui il titolo Homecoming: la scelta di Peter Parker è in linea con il personaggio a fumetti della Marvel vecchia scuola e serve anche ad aprire un nuovo universo cinematografico più territoriale e meno galattico, dove inevitabilmente vedremo l'uomo ragno alle prese con altri noti nemici del suo universo, come testimonia la prima delle due scene post credits.

Spider Spider-Man homecoming è così un teen movie che si rivolge principalmente ad un pubblico di adolescenti, in maniera chiara ed esplicita a partire dal contesto liceale in cui troviamo Peter Parker, però riesci a fornire uno sviluppo di sceneggiatura maturo, in grado di sviluppare i rapporti tra le persone, i sentimenti e le paure, elemento che in altri Marvel movie era venuto meno a favore della matrice spettacolare. Tom Holland regge il ruolo e la pressione e si dimostra una scelta molto appropriata, conferisce al personaggio mascherato e all'adolescente quel giusto mood di ragazzo esagerato e logorroico che abbiamo sempre letto nel fumetto. In definitiva Spider-Man Homecoming è un film che si vede con gusto e divertimento, senza però esagerare. Profilo basso, giovani supereroi alle prime armi crescono.

Read 1177 times Last modified on Monday, 10 July 2017 07:44

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