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Monday, 20 January 2020 19:34

Sorry We Missed you, recensione del nuovo film di Ken Loach

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E' al cinema il nuovo film di Ken Loach, Sorry We Missed you: Cinetvlandia l'ha visto e vi propone qui di seguito la recensione.

Un piccolo gesto, un atto apparentemente innocente, come l’acquisto on line di un qualsiasi prodotto, diventa l’immagine di come il sistema capitalista sappia trasformarsi e adattarsi ai tempi, mantenendo intatta la sua forza cannibale. Il profitto, dio indiscutibile del sistema, ha bisogno di nuovi schiavi e il lavoro smette di esercitare la sua funzione nobilitante per trasformarsi in un dominio spietato sull’uomo. È senza speranza il futuro per Ken Loach e il suo ultimo lavoro Sorry we missed you diventa il manifesto di un cinema neo neorealista che ha nel regista inglese - e in pochi altri registi europei, come i fratelli Dardenne - il suo rappresentante principale.

Siamo a Newcastle e Ricky, una delle tante vittime con la sua famiglia del crack finanziario del 2008, prova a non arrendersi ai meccanismi della sussistenza e investire in un nuovo lavoro: corriere per una ditta in franchise. I rischi saranno quelli di un lavoratore autonomo e i doveri quelli di un lavoratore dipendente: il nuovo mostro creato dal capitalismo ha questo volto, terribile e spietato come solo le peggiori creature bibliche sanno essere. A farne le spese sarà non solo Ricky, ma anche tutta la sua famiglia. Abby, la moglie che lavora come badante ad ore, deve rinunciare alla sua automobile per permettere l’acquisto del furgone da corriere, e i figli Seb e Liza, finiscono per diventare vittime dei turni massacranti di lavoro ai quali sono sottoposti i genitori. Come possa andare a finire una situazione del genere Loach ce lo fa balenare a sprazzi, ma l’epilogo per Ricky e famiglia sarà ben peggio di quanto si possa mai immaginare.

“Il lavoro part time o con contratti a zero ore - racconta il regista di Nuneaton - rappresentano un nuovo tipo di sfruttamento. E la tecnologia che si trova all’interno del veicolo dell’autista, quella che detta i percorsi e consente al cliente di sapere esattamente dove si trova la spedizione, è il vero centro di controllo. Il risultato è che una persona si ammazza all’interno di un furgone, andando da un punto all’altro, correndo per soddisfare le esigenze imposte da questi strumenti”. Nuova tecnologia, vecchio sfruttamento.

Non sarà il miglior film di Ken Loach Sorry we missed you, ma come ogni lavoro del regista è assolutamente indispensabile, sia per la sua funzione di denuncia sociale sia per la capacità catartica che possiede al suo interno. E non vergognamoci di versare una lacrima o anche solo di sentire un fastidio al basso ventre alla fine del film, perché è dalla manifestazione dei nostri sentimenti che dovremo trovare la forza per ribellarci.

 

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