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Wednesday, 29 November 2017 09:56

Smetto quando voglio 3 - Ad Honorem, recensione

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Esce questa settimana al cinema Smetto quando voglio - Ad Honorem (podcast recensione di cinetvlandia), terzo capitolo della saga creata da Sydney Sibilia: Cinetvlandia l'ha visto in anteprima e vi propone qui di seguito la recensione.

Li avevamo conosciuti nel 2014 quando avevano messo in piedi una banda per fare Smart drugs e inserirsi nel mercato della droga, poichè i loro rispettivi lavori universitari non erano abbastanza remunerativi. Ad inizio 2017 il gruppo di ricercatori torna per collaborare con la polizia e smascherare tutti i produttori di Smart drugs che proliferano a Roma e nei dintorni. Adesso Pietro Zinni (Edoardo Leo) e i suoi amici tornano per chiudere una brillante trilogia diretta da Sydney sibilia che ha saputo produrre e concepire in contemporanea due film, uno di fila all'altro, proprio come fanno le grosse produzioni americane. A differenza del secondo capitolo, molto dinamico e avvincente, smetto quando voglio ad honorem è un film più dialogato, basato sul rapporto tra le persone sia quelle note della banda sia per chi li circonda, in primis Murena (Neri Marcorè) con cui la banda di ricercatori avevano avuto delle dispute e adesso si trovano uno al fianco all'altro. Ma c'è di più, si conosce meglio Walter Mercurio (Luigi Lo cascio) , il vero antagonista di questo terzo capitolo che hai in mente una strage di grande impatto mediatico e di civile. Toccherà proprio alla banda sventare questo terribile atto e così porre fine alla misteriosa sostanza Sopox.

Smetto quando voglio 3 è un film che mescola sapientemente diversi generi, naturalmente la commedia caratteristica di tutti i tre i film, ma anche il dramma e un leggero thriller con una rocambolesca e divertente fuga dal carcere di Rebibbia a Roma portano alla memoria tante pellicole di genere anglo-americane. Il film è composto da tanti piccoli episodi che si collegano molto bene uno dell'altro e soprattutto, ciò che non si è visto nei capitoli precedenti, scopriamo il passato di Er Murena e Walter Mercuri, entrambi in maniera differente sono arrivati nel mondo della criminalità e entrambi hanno a loro insaputa un elemento in comune, ovvero Pietro Zinni. Tutto funziona alla perfezione, in novanta minuti il regista Sydney Sibilia risolve tutti i punti interrogativi lasciati in sospeso nei due capitoli precedenti e tutti i nodi drammaturgichi trovano qua una soluzione, per arrivare ad un finale buono e anche leggermente buonista che risolve ogni questione. La banda è sempre la solita, divertente ed eccentrica, ogni personaggio ha il suo spazio e sa farsi apprezzare per lo spiccato senso dell'umorismo e una sana stupidità, elementi che avevamo già visto nei film precedenti.

smetto quando voglio 3 si avvale come sempre di un'ottima regia che benché rinunci all'azione, elemento caratteristico del secondo film, riesce a realizzare un capitolo conclusivo di genere assolutamente convincente e piacevole. Si percepisce così tutto il progetto che il regista aveva in mente da anni e che è riuscito a portare sul grande schermo, grazie a questa doppia produzione tra il secondo e terzo episodio che rende il tutto molto omogeneo e chiaro. Supportato da una buona sceneggiatura che porta le firme di Luigi di Capua, Francesca Manieri e dello stesso Sibilia, troviamo come sempre qua e là spunti e battute sul precariato della generazione dei trentenni e quarantenni odierni che si trovano di fronte ad un futuro sempre nebuloso e decisamente poco gratificante. Così si chiude la trilogia anche se ci viene il dubbio che il regista abbia lasciato nel terzo capitolo qualche elemento a cui agganciarsi in un prossimo futuro. Staremo a vedere. Intanto la trilogia nostrana Smetto quando voglio ha la giusta chiusura, si farà ricordare nel tempo e rappresenta un precedente di produzione italiana da emulare perchè ha funzionato. Bel colpo. 

Read 834 times Last modified on Wednesday, 29 November 2017 10:40

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