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Sunday, 07 February 2016 18:26

Revenant-Redivivo, recensione: Di Caprio punta all'Oscar con tutto il fisico

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Il nuovo film di Irraritu ci porta tra le nevi del Nord Dakota alla scoiperta delle origini dell'uomo e forse anche degli Stati Uniti. Cinetvlandia l'ha visto. Ecco la recensione

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Hugh Glass è un trapper, forse il migliore. Conosce il Nord Dakota e le sue nevi meglio di chiunque altro e la spedizione di mercanti di pelli si è affidata lui per riuscire a portare in salvo dagli indiani il prezioso carico. Noi li consociamo quando un attacco indiano decima la missione e i sopravvissuti si devono affidare a Glass e a suo figlio Hawk, un meticcio mal visto dal resto della truppa, per tornare salvi al forte. Durante la ritirata, però, un grizzly colpisce Glass lasciandolo mezzo morto. Impossibile proseguire portandosi appresso il corpo morente, cosi Glass verrà lasciato e accudito fino alla morte dal figlio, da un suo giovane amico e da Fitzgerald, un cacciatore di pelli senza scrupoli che, per denaro accetta di fermarsi al capezzale. Ma Fitzgerald ha in mente solo di lasciare morire il più in fretta possibile l’uomo e mettersi in salvo. Purtroppo il piano viene scoperto da Hawk che, per difendere il padre muore a sua volta. Il tutto sotto gli occhi inorriditi e muti di Glass che, a quel punto troverà la forza per rinascere letteralmente e partire a vendicare l’uccisione del figlio. Comincia così una vera e propria odissea tra le nevi del Nord America che si concluderà con l’inevitabile resa dei conti finale. Dopo un film cerebrale come Birdman, Inarritu ha voluto tornare a sporcarsi le mani con un cinema che assomiglia più a quello dei suoi esordi (Amore Perros) e che all’intelletto lascia ben poco spazio, perché è il fisico a prendersi l’intero piatto. L’uomo si muove in un mondo primitivo abitato da istinti e guidato da leggi basiche che rispondono all’onore, alla vendetta, all’amicizia, all’amore e all’odio. Tra uomini e bestie le differenze sono labili, tanto che il protagonista, dopo essere stato dilaniato da un grizzly, “rinasce” dentro la pelle di un orso e muto si muove veloce, spietato e indomito proprio come l’animale. Revenant è un ottimo film, carnale e disperato, brutale e lirico, capace di raccontare la frontiera - ma anche le origini degli Stati Uniti - come uno dei migliori romanzi di Cormac McCarthy. Di Caprio, nella parte di Glass, mette tutto se stesso in un’interpretazione fisica che, insieme ai paesaggi e alla luce del Nord America, illumina un’opera unica.

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