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Monday, 25 January 2016 18:45

Remember, recensione: alla ricerca della verità apparente

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Dopo essere stato presentato all'ultimo Festival di Venezia arriva sugli schermi Remember di Atom Egoyan: una spietata e inesorabile caccia di due vecchi ebrei a chiudere il conto con l'orrore del passato. Ecco la recensione.

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Atom Egoyan non è un regista qualsiasi, ma è un autore con un suo progetto di cinema che sviluppa dalla fine degli anni Ottanta. Certo, quando lo scoprimmo con Black Comedy, Exotica e sopratutto con Il dolce domani pensammo di avere davanti non solo il presente, ma anche il futuro del cinema. Poi le cose non sono andate sempre nel verso giusto (Cloe, Le verità apparenti e Fino a prova contraria sono i risultati forse più deboli della sua carriera), ma il suo cinema sospeso tra verità narrata e verità vissuta ha sempre dimostrato di avere una cifra unica e inconfondibile. Quest’ultimo Remember, presentato a Venezia lo scorso settembre, ci restituisce un Egoyan in gran forma, dolcemente spietato nell’allestire un dramma della memoria che pesca sì nell’Olocausto, ma di fatto è solo un’altra delle facce della vendetta. Zev Guttman, ebreo affetto da demenza senile, è ricoverato in una clinica privata con Max, con cui ha condiviso un passato tragico e l'orrore di Auschwitz. Max, costretto sulla sedia a rotelle, chiede a Zev di vendicarli e di vendicare le rispettive famiglie cercando il loro aguzzino, arrivato settant'anni prima in America e riparato sotto falso nome. Sono quattro le identità da verificare, quattro i possibili i nomi del carnefice che diede l’ordine e sterminò le famiglie dei due uomini. In canna però è solo uno il colpo per chiudere una volta per tutte col passato. Zev lento nei movimenti, confuso ma determinato, guidato da Max, parte dagli Stati Uniti per arrivare al Canada seguendo le tracce dei quattro sospetti, fino ad arrivare a un epilogo finale che cancellerà ogni certezza per porci davanti al baratro e all’orrore della memoria. Martin Landau, nei panni di Max - la mente e la memoria - e Christopher Plummer, il disorientato Zev lanciato dall’amico come un angelo vendicatore sulle tracce della giustizia sono i due interpreti eccezionali di un film che passa attraverso i generi cinematografici grazie alla sicurezza di un regista che il mestiere lo sa fare. E anche parecchio bene.

Read 1709 times Last modified on Wednesday, 27 January 2016 11:32

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