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Thursday, 05 April 2018 08:10

Nella tana dei lupi, recensione del action thriller con Gerard Butler e Pablo Schreiber

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Esce questa settimana nei cinema la tana dei lupi, action thriller con Gerard Butler e Pablo Schreiber: Cinetvlandia l'ha visto in anteprima e vi propone qui di seguito la recensione.

Il film d'esordio di Christian Gudegast che firma anche la sceneggiatura vive e si sviluppa su una regola collaudata e sempre funzionale come quella del dualismo: da una parte abbiamo una banda di rapinatori professionisti molto esperti guidata da Ray Merriman (Pablo Schreiber), dall'altra c'è "Big Nick" O'Brien (Gerard Butler) che comanda una squadra dell'anticrimine della polizia di Los Angeles. Entrambi sono dei capi branco, abituati a dettare la propria legge con metodi poco ortodossi e dotati di una certa mascolinità molto ruvida e sporca che non permette a nessuno di essere sovrastata. Sono anni che Big Nick è alla ricerca senza sosta della banda, sua unica ragione di vita perchè quella privata ormai è andata a rotoli e la moglie l'ha anche lasciato. Il film è sviluppato in modo speculare, tra legalità e criminalità, è una continua attesa e pianificazione di come creare l'ennesimo grande colpo e dall'altra parte come poter fermare la banda criminali di Los Angeles. Come due mastini che dettano legge nel proprio territori, Ray Merriman e Big Nick si studiano e si annusano a distanza in attesa di trovarsi faccia a faccia per regolare i conti che vanno avanti da fin troppi anni.

Nella tana dei lupi è un film d'esordio che convince ma che non aggiunge niente di nuovo al filone cinematografico. Il regista/sceneggiatore Christian Gudegast parte da fatti di cronaca reali per raccontare i due schieramenti, i due modi molto simili di affrontare il proprio lavoro, legale e non, per poi avvicinarli progressivamente fino ad arrivare ad uno scontro in chiave western dei giorni nostri. E' chiaro e a tratti anche palese che il regista si sia fatto influenzato e ispirato ad autentici capisaldi del genere come I Soliti sospetti di Bryan Singer, Heat di Mann e Inside Man di Spike Lee e Nella tana dei lupi prova a diventare un film di quella tipologia, capace di unire l'azione più sofisticata e adrenalinica ad una sceneggiatura capace d'inchiodare lo spettatore dall'inizio alla fine. Il risultato, però, non è di pari livello, non tanto per la parte action che si fa apprezzare e molto, il punto debole sta nella sceneggiatura che pianifica nei dettagli il colpo del secolo dei criminali ma ha anche dei veri e propri buchi di scrittura che fanno crollare il "castello di carta" e l'attenzione per chi guarda. A ciò si aggiunge la scelta di voler raccontare anche un po' la vita privata di Big Nick di cui non se ne sentiva il bisogno, aprendo parentesi sentimentali inutili che ammorbidisce il tono in un film che vuole essere duro e cattivo dall'inizio alla fine.

Il dualismo narrativo de Nella tana dei lupi si manifesta anche nel cast, molto variegato che vede fronteggiare in modo molto convincente Pablo Schreiber e Gerard Butler, scelte perfette per i rispettivi ruoli. Nel complesso la regia di Christian Gudegast è soddisfacente e ha le idee chiare, soprattutto nella seconda parte quando si mette in atto la spettacolare rapina pianificata da Ray Merriman. L'azione è dotata di grande intensità, il film ha un ritmo alquanto frenetico, anche se ogni tanto il regista si dilunga su alcuni particolari e momenti, soprattutto privati dei personaggi, che allentano la tensione e l'adrenalina. Una piccola accorciata ai 140' minuti finali avrebbe giovato alla pellicola stessa.

Nella tana dei lupi è un film piacevole e ben diretto, un po' meno la sceneggiatura che punta lo sguardo in alto ma non riesce ad essere dello stesso livello dei titoli a cui s'ispira, resta comunque un film che si vede con gusto, anche per la rozzezza voluta dei personaggi e del loro modo di agire. Buona la prima.

Voto: 6,5

Read 895 times Last modified on Thursday, 05 April 2018 09:16

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