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Wednesday, 26 September 2018 09:48

Locarno Festival 2018: Blackkklansman, recensione del nuovo film di Spike Lee con Adam Driver Featured

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E' stato presentato, in Piazza Grande alla 71°edizione del Locarno Festival 2018, il nuovo film di Spike Lee, Blakkklansman: Cinetvlandia l'ha visto e vi propone qui di seguito la recensione. 

A volte basta l’ironia a mettere a nudo l’ignoranza, la protervia e l’intolleranza più bieca. L’ironia e paio di schiaffoni ben dati. Spike Lee è capace di assestare entrambe le cose e, anche se ogni tanto se lo dimentica, di rimanere un ottimo regista. Ci voleva Trump, la sua politica ottusa e una buona dose di oscurantismo mondiale a riaccendere l’ispirazione di uno che il cinema lo fa (e bene) da più di trent’anni. E ci voleva anche il bel romanzo di denuncia Black Klansman, scritto da Ron Stallworth, uno dei primi poliziotti neri di Colorado Springs, per raccontare e fermare la deriva razzista dell’America degli anni Settanta. Così lontana e così vicina a quella attuale.

Dopo essere stato assunto nel corpo della polizia locale grazie al programma d’inserimento delle minoranze etniche, Ron (John David Washington, figlio del più famoso Denzel) si trova a contatto con il leader afroamericano per i diritti dei neri Stokey Carmichael. L’incontro con l’uomo, il suo pensiero e, non ultimo, con la bella bella Patricia, sostenitrice del Black Power, convinceranno il giovane poliziotto a tentare di smascherare i delitti del gruppo locale del KuKluxKlan e del suo leader Jimmy Creek. L’operazione, lunga, complessa e pericolosa coinvolgerà gran parte della polizia locale, tra gli altri Flip Zimmerman (Adam Driver), collega ebreo di Ron, pronto a prestare il volto bianco, per avvicinare e sconfiggere Creek e i suoi accoliti.

È un bel lavoro quello di Spike Lee, perché il regista riesce a ritrovare il ritmo e la sfrontatezza dei tempi migliori, riuscendo a tratteggiare perfettamente il periodo storico e allo stesso tempo a raccontare tante belle storie parallele. Ma, come dicevamo all’inizio, è l’ironia, sottile e divertita, a fare di Blakkklansman un film diverso e migliore di altri: l’arguzia non è per tutti e essere bonari, crudeli e efficaci allo stesso tempo solo in pochi ci riescono.

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