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Friday, 06 April 2018 11:17

L'amant double (Doppio Amore), recensione: quando Ozon si diverte a diventare qualcun'altro

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Dal recente festival di Cannes arriva nelle sale italiane l'ultimo thriller psicologico di Francoise Ozon, L'amant double (Doppio Amore) con Marine Vacth protagonista. Ecco la recensione di Cinetvlandia.

In un modo o nell'altro il tema del doppio torna spesso nel cinema di Francoise Ozon. Pensiamo solamente ai più recenti Nella casa, Giovane e bella e Una nuova amica, l’essere uno ma anche altro piace al regista francese: il doppio come altro da sé e dal quale essere attratti e terrorizzati allo stesso tempo.

Chloè ha venticinque anni, è bella, sola e soffre di un mal di stomaco di origini psicosomatiche, dice lei. Frutto probabilmente di un rapporto mal vissuto con la madre, racconta la ragazza al professor Paul Meyer, lo psicologo al quale chiede aiuto. Ma seduta dopo seduta tra i due scoppia l’attrazione e poi l’amore. Così, mandando a monte ogni etica professionale, Meyer decide di andare a vivere con Chloè che nel frattempo pare guarita dalla terapia. Ma la convivenza con il dottore presto si rivela meno semplice del previsto perché l’uomo nasconde un segreto e neanche uno qualunque: esiste infatti un altro Meyer, gemello di Paul, Louis, che pare la versione in negativo del primo. Conosciuto Louis, Chloè decide di intraprendere una relazione anche con lui così da completare l’immagine dell’uomo che ama. Ma questa via nasconderà a sua volta insidie e misteri che faranno precipitare la ragazza in un vero e proprio incubo.

Francoise Ozon con L’amant double decide di giocare con il cinema mascherandosi di volta in volta da Cronenberg (Gemelli e Brood), Polanski (Rosmary’s Baby), De Palma (Sorelle) e immancabilmente Hitchcock (Vertigo e Marnie), ma rimanendo innegabilmente Ozon. Il film, tratto dal romanzo di Joyce Carol Oates Lives of the twins, è un raffinato esercizio di stile, abbastanza fine a se stesso, che deve aver divertito tantissimo il regista mentre lo realizzava. Dentro c’è tutto il suo cinema e il cinema che ama e ha amato. C’è commedia, c’è dramma, horror, eros e mistero. E dentro c’è la giovane attrice Marine Vacth, da lui scoperta in Giovane e Bella, e Jacqueline Bisset vero e proprio monumento alla bellezza francese. Purtroppo dentro L’amant double c’è troppo, tanto da sopprimere anche il buono che nel film c’è. E allora è forse questo che ci vuole dire il regista con il suo epilogo: dentro di noi ci sono tanti altri da noi che vorrebbero uscire, ma che spesso finiscono per essere cannibalizzati e spariscono, lasciando un senso di incompiuto ad aleggiare nell'aria.

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