Recensioni

Friday, 03 March 2017 09:34

La legge della notte, recensione: Affleck viaggia a fari spenti nell'America degli anni Venti

Written by 
Rate this item
(0 votes)

Ben Affleck, dopo l'Oscar vinto con Argo, torna a dirigere una storia tratta dal romanzo omonimo di Dennis Lehane, La legge della notte: un melodramma gangsteristico lento e prevedibile. Ecco la recensione di Cinetvlandia.

Sembra che la vita artistica di Ben Affleck si stia incanalando nella riproposizione di quella di un altro bello e vano del cinema americano: Warren Beatty. Entrambi attori mediocri e registi con qualche buon spunto, Affleck e Beatty sembrano sempre più uno la reincarnazione dell’altro. Così come Beatty nel passato ha conosciuto la gioia della vittoria dell’Oscar con Reds, anche Affleck ha assaporato lo stesso gusto solo cinque anni fa con Argo. Dopo quell’Oscar Beatty non ne centrò più una, fino al tracollo finanziario di Dick Tracy, la trasposizione cinematografica di un fumetto della sua infanzia. E non vorremmo essere cattivi profeti notando che anche Ben Affleck con quest’ultimo La legge della notte cade su un terreno simile a quello del fumetto di Chester Gould: l’America della malavita.
Il film è ambientato negli anni Venti: gli anni del proibizionismo e dei gangster. In questa America vive Joe Coughlin, ex marine reduce della prima guerra mondiale che, tornato in patria, decide di smettere di seguire le regole. Quelle regole che lo avevano portato a vedere la morte in faccia troppe volte. Joe, figlio di un commissario di Boston, passa dalla parte del crimine, senza allearsi con nessun capobanda: un cane sciolto, spavaldo e ambizioso. Ma la sua carriera pare fermarsi quando deciderà di rubare soldi e donna al boss più potente della città. Salvato dal padre a Joe non resta che scontare la prigione e, una volta uscitone, reinventarsi una nuova vita lontano da Boston. A Tampa in Florida Joe acquista sempre più potere, conosce un nuovo amore ma il passato è pronto a farsi vivo e chiedere il conto.
Scritto da Dennis Lehane, lo stesso di Mystic River e Shutter Island, La legge della notte è un lento melodramma criminale inzuppato di stereotipi. I personaggi, le situazioni e le emozioni descritte sono già viste e sentite milioni di volte. E, purtroppo per Affleck, sempre meglio di questa volta. L’attore e regista non ha saputo affrontare la storia - una storia grande come quella della nascita dell’America - senza perdersi di fronte alla difficoltà di raccontarne gli uomini, con le loro debolezze e contraddizioni. Ogni personaggio è unidimensionale, una presenza impalpabile che finisce per scolorire l’insieme e non far appassionare a nessuno in particolare, buono o cattivo che sia. Tenendo poi conto del materiale a disposizione - Sienna Miller, Brendan Gleeson, Elle Fanning, solo per citarne alcuni - Ben Affleck ha veramente dissipato un tesoro, sacrificandolo all’altare della vanità. Perché La legge della notte è fondamentalmente un film fatto su se stesso e per se stesso. E qui si capisce perché non funziona.

Read 1246 times Last modified on Friday, 03 March 2017 12:07

Leave a comment

Make sure you enter the (*) required information where indicated. HTML code is not allowed.

ISCRIVITI AL CANALE YOUTUBE DI CINETVLANDIA

I più letti di Recensioni

  • Zack Snyder’s Justice League, podcast recensione del cinecomics DC Comics
  • Genitori VS Influencer, podcast recensione sulla commedia di Michela Andreozzi

E' uscito in streaming l'atteso Zack Snyder’s Justice League, il cinecomics DC Comics come l'aveva concepito il regista americano: Cinetvlandia l'ha visto e vi propone qui di seguito il podcast recensione sul film.

Read More

E' da poco uscito in streaming e in TV su Sky la commedia italiana Genitori VS Influencer diretta da Michela Andreozzi con Fabio Volo: Cinetvlandia l'ha vista e vi propone qui di seguito il podcast recensione sul film.

Read More