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Tuesday, 23 January 2018 19:33

La forma dell'acqua - The shape of water, recensione: storia di un amore immenso e impossibile al tempo della Guerra Fredda Featured

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Il nuovo film di Guillermo Del Toro, La forma dell'acqua-The shape of water, dopo il Leone d'Oro all'ultimo festival di Venezia e il Golden Globe si avvicina alla serata degli Oscar con 13 nomination. Ecco la recensione di Cinetvlandia.

Non si può dire che il Festival di Venezia non porti bene ai registi che vi partecipano. Era già accaduto con Birdman, Il caso Spotlight e lo scorso anno con La La Land che i film dopo essere stati premiati a Venezia abbiano vinto anche la statuetta dorata più prestigiosa del mondo del cinema: l’Oscar. Deve averci pensato anche Guillermo Del Toro dopo che il suo La forma dell’acqua nel 2017 si è aggiudicato il Leone d’Oro. Per il momento sono arrivate 13 nomination, probabile che la sera del 4 marzo alcune di queste si trasformino in premi.
Siamo nel 1963. Stati Uniti e Unione Sovietica si guardano in cagnesco, si spiano e cercano di prevalere l’uno sull’altra in ogni campo. Anche in quello scientifico. In un laboratorio segreto gestito dall’esercito americano lavora come addetta alle pulizie Elisa, una giovane donna muta che vive sola in un appartamento modesto proprio sopra un cinema. Elisa vive una vita fatta di gesti ripetuti che condivide con il vicino Giles, un grafico emarginato per la sua omosessualità, e la sua unica amica e collega al lavoro Zelda. La vita della dolce Elisa cambia quando al laboratorio arriva una creatura marina catturata nelle acque del Brasile, un essere anfibio venerato come un dio dalle tribù che l’esercito, guidato dallo spietato Richard Strickland, pensa bene di volerlo vivisezionare per comprendere meglio. Per tutti la creatura è un mostro senz’anima, per Elisa è l’essere più bello che abbia mai incontrato, forse la sua anima gemella.

La Forma dell'Acqua - The Shape of Water è proprio quello che appare dalla trama: una favola dark- tenera e violenta come le migliori favole - che pesca a piene mani nel cinema del passato, nel fantasy e nelle leggende. Ma è anche qualcosa di più, perché il film di Del Toro (forse la sua migliore opera in una carriera quantomeno discontinua) è anche una bella storia d’amore, delicata e poetica. E un omaggio a quel cinema che faceva sognare a occhi aperti gli spettatori puri nell’animo, il cinema della grande Hollywood vissuto nella magia di una sala tutta stucchi e velluti. Non è certo un capolavoro La Forma dell'Acqua - The Shape of Water, ma un buon prodotto in cui la forma prevale sulla sostanza e che probabilmente non faticherà a vincere il premio per la regia (sicuramente la prestazione migliore tra le tante nomination), ma che purtroppo finirà anche per non lasciare tracce evidenti nella storia del cinema perché manca di momenti topici originali e di interpreti carismatici. Ecco, forse è proprio nella mancanza di originalità che il film mostra la sua debolezza maggiore. Mentre lo guardi pensi a tutti i modelli che Del Toro aveva ben presente mentre girava - Il mostro della palude, Il fantastico mondo di Amelie, ET - e dimentichi di essere invece da un’altra parte.

Read 1224 times Last modified on Wednesday, 24 January 2018 19:13

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