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Thursday, 29 December 2016 11:01

Il grande gigante gentile, recensione: Spielberg torna a raccontare una favola

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Esce questa settimana al cinema Il GGG - Il grande gigante gentile di Steven Spielberg: Cinetvlandia l'ha visto in anteprima e vi propone qui di seguito la recensione.

Che Steven Spielberg sia una delle 10 figure più importanti della storia del cinema mondiale di tutti i tempi è fuori discussione. Ha dato vita alla rivoluzione della nuova Hollywood negli anni'70 ed è il simbolo per antonomasia del cinema degli anni'80 con quel tipo di filmografia da sognatore ideale per un pubblico di giovani e non solo. In oltre quarantanni d'attività il maestro ha sperimentato ogni tipo di genere cinematografico e adesso ritorna proprio in quell'universo a lui tanto caro, quale è il mondo delle favole con happy end. Fonte d'ispirazione è il romanzo di Roald Dahl che racconta la storia d'amicizia tra un gigante e una bambina, Sophie, rapita da quest'ultimo non per essere mangiata come fanno i suoi simili ma per diventare sua aiutante. I due si alleeranno per sconfiggere i giganti cattivi che mangiano gli esseri umani e scomoderanno addirittura la regina d'Inghilterra per un supporto militare.

Il Grande gigante gentile è un film riuscito solo in parte, non è in discussione la parte tecnica del regista e l'aspetto effettistico, entrambe soddisfacenti grazie anche ad una ottima CGI del gigante in motion capture con la voce di Mark Rylance, ma quello che non convince a pieno è la storia, troppo semplice e lineare e a tratti anche un po' lenta. La parte centrale del film è in sostanza l'incontro e l'amicizia tra Sophie e Il gigante, talvolta noiosa nello sviluppo e poco affascinante nella dinamica: sarebbe stato forse utile tagliare un po' di scene di questa parte e accorciare così la durata del film che arriva a due ore d'orologio. Il film riprende animo e spirito d'avventura solo nel finale quando i due decidono di chiedere aiuto alla regina d'Inghilterra, il cui incontro e ricevimento a Backingham Palace è molto divertente, mostra la regina in un mood atipico, più scherzoso e disinvolto a vantaggio della risata e del divertimento per i più giovani. 

In tutto l'arco del film non si ha mai in maniera completa quel senso di magia e incantesimo da favola che avevamo trovato nei film di Spielberg degli anni'80, forse perchè il cineasta stesso ha passato più tempo negli ultimi due decenni a dedicarsi ad altro tipo di cinema, principalmente di tipo storico e drammatico (da Schindler's List datato 1993), e quindi quella verve creativa fanciullesca si è, comprensibilmente, assopita e non è riuscita a raggiungere i fasti di un tempo. Quello che ne scaturisce è che Il Grande gigante gentile non è un film degno della filmografia del geniale Spielberg perchè principalmente poco coinvolgente emotivamente. Preferiamo di gran lunga lo Spielberg che si è dedicato alla storia e non alla favola dell'ultimo periodo della sua infinita carriera, proprio come ha fatto nel recente Il ponte delle spie che abbiamo adorato molto e messo come miglior film del 2015. Un ritorno al passato senza stupore e meraviglia.

Read 834 times Last modified on Thursday, 29 December 2016 12:21

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