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Wednesday, 10 August 2016 12:55

Il drago Invisibile, recensione: una favola classica dallo stile moderno nella magica Terra di Mezzo neozelandese Featured

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Esce oggi al cinema il film di genere fantastico in Live Action Disney, Il drago invisibile: Cinetvlandia l'ha visto in anteprima e vi propone qui di seguito la recensione.

Prosegue, sempre con buoni risultati, il percorso produttivo Disney di rielaborazione di favole in modalità interamente in live action. Questa volta la casa di Topolino riadatta per i tempi odierni un suo film a tecnica mista datato 1977 dal titolo Elliott il drago invisibile. Il target è medesimo, ovvero la famiglia, ma la modalità narrativa è diversa e il ritmo pure. La pellicola in uscita in sala a partire da oggi, diretta con sapienza e poco manierismo dal bravo e giovane regista David Lowery, è in grado di mescolare più generi cinematografici per raccontare non solo la storia d'amicizia tra Pete e il simpatico drago, ma di come questi si sono rapportati e integrati, senza non pochi problemi, con la società che li circonda poco avvezza al lasciarsi trasportare dalle dicerie magiche del bosco e più interessata a fare affari e lucrare sul territorio.

La struttura del film è consolidata, nota e funziona molto bene. Si parte dal dramma della morte dei genitori di Pete per proseguire in una affascinante avventura per famiglia alla scoperta del drago Elliott per poi lasciarsi incantare dalla magia fantastica e reale della creatura stessa e di come la strana coppia riesce a superare i pericoli e le minacce di chi vorrebbe incatenare il drago per trasformarlo in una "macchina da soldi". La magia della pellicola è ampiamente consolidata dagli effetti speciali della Weta Digital, in grado di creare in CGI un simpatico e credibile drago e ancor di più daile location naturali: infatti il film è interamente girato in Nuova Zelanda, quella nazione che ha in sé e nei suoi panorami tutta la bellezza della Terra di Mezzo di Tolkien e Peter Jackson che abbiamo visto e ci ha letteralmente fatto "spalancare gli occhi" nella trilogia capolavoro de Il Signore degli anelli e anche in quella prequel - d'inferiore caratura - ne Lo Hobbit. 

A fare da filo conduttore alla narrazione c'è l'ottimo Robert Redford nei panni di un anziano falegname che cerca di diffondere la leggenda di un fantomatico drago che abita nella zona: tutti non lo credono, compresa la figlia, che però si dovrà ricredere quando farà conoscenza di Pete. Una sceneggiatura che non si perde in buonismi e in didascaliche conversazioni è la colonna vertebrale di un film assolutamente perfetto per la famiglia, genitori e figli in equal misura, in grado di condurre lo spettatore in una favola vintage dal sapore odierno e non datato. Un film consolatorio e assolutamente gradevole nella sua magica semplicità e realtà.

Read 1550 times Last modified on Wednesday, 10 August 2016 13:40

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