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Thursday, 07 February 2019 14:48

Il corriere - The Mule di e con Clint Eastwood, recensione

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Esce questa settimana al cinema il nuovo film di e con Clint Eastwood, Il corriere - The Mule: dopo il nostro podcast recensione, ecco qui di seguito un'altra analisi sul film con protagonista anche Bradley Cooper. 

Verrà un giorno in cui ci fermeremo veramente e ci guarderemo indietro a studiare il suo cinema. Non che Eastwood sia un mondo da scoprire, ma ogni qualvolta credi che il quadro sia finito ecco arrivare una nuova pennellata a porre un dettaglio in più all'opera. A volte basta un’inquadratura, altre la sfumatura di un personaggio di contorno, meno spesso una nuova leggera increspatura nel suo volto granitico e il quadro cambia, rimanendo però sempre uguale a se stesso.

The Mule - Il corriere è di fatto un bigino del cinema di Clint Eastwood in cui non solo ritroviamo il regista e attore al centro della storia, ma anche il suo personaggio, la sua compiaciuta ideologia reazionaria, il suo razzismo strisciante e la sua spiazzante romantica ambiguità. La storia è quella Earl Stone (nomen omen), un novantenne padre di famiglia che, in difficoltà finanziarie a causa dell’avvento di internet (lui è un coltivatore di orchidee che viene spiazzata dalle vendite on line), si troverà a inventarsi corriere della droga del cartello messicano. Dopo aver accettato il primo incarico quasi per gioco Earl – un po’ per necessità e molto per altruismo – si ritrova a fare sue giù per gli Stati Uniti con il bagagliaio zeppo di droga. Sulle sue tracce l’agente Colin Bates (Bradley Cooper) che a tutti penserà, tranne che a Earl, essere il corriere fantasma.

Non sarà il migliore della sua carriera ma The Mule – Il corriere è un buon film che piacerà non solo agli ammiratori di Eastwood: la storia in parallelo di due uomini che sacrificano la famiglia per il proprio egoismo (lo si maschera dietro la parola lavoro, ma in realtà sia Earl sia Colin bastano a se stessi) ha un suo fascino e mette in mostra quel lato romantico di Clint Eastwood che sorprende ogni volta lasciandoci basiti. Ed è quantomeno singolare visto che l’uomo ha alle spalle qualcosa come 40 film da regista e oltre 70 d’attore. Ma si parla anche di famiglia, di sentimenti sospesi, di voglia di avventura che non sparisce mai, neanche quando uno potrebbe pensare che la vita sia alla fine. E poi c’è sempre il confronto tra il passato e il presente col primo spesso vincitore. Ma anche questo fa parte di quel gioco nel quale Eastwood ci ha coinvolti oramai da quasi cinquant’anni.

Read 79 times Last modified on Thursday, 07 February 2019 15:20

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