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Wednesday, 18 October 2017 20:10

Gli asteroidi, recensione film di Germano Maccioni

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Abbiamo visto alla scorsa edizione del festival di Locarno 2017 il film Gli Asteroidi: ecco qui di seguito la recensione in anteprima della pellicola in arrivo al cinema. 

Un film dalla provincia italiana. Un altro film dalla provincia italiana. E Germano Maccioni per il suo esordio nel lungometraggio ha scelto, come spesso capita a un certo cinema italiano, di partire proprio da qui, dai margini del Paese: luogo ai confini dove il rumore del centro arriva ovattato, ma dove il regista crede di potersi muovere sicuro. Un luogo metaforico ma il cui abuso gli ha fatto perdere la forza un tempo eversiva. La provincia di Maccioni è un centro industriale, che una volta ha conosciuto la ricchezza e che ora è solo macerie: umane, intellettuali, morali. Una metafora abusata, appunto.

In questo luogo conosciamo Pietro e il suo amico Ivan, diciannovenni ribelli in famiglia e a scuola. Le giornate sembrano non passare mai e gli unici brividi capaci di scuotere l'apatia generale sono rappresentati da una serie di furti nelle chiese, compiuti da una misteriosa banda dei candelabri. Banda della quale fa parte Ivan, guidato dal cattivo maestro Ugo, un vecchio ricettatore mascherato da pizzaiolo. Sul microcosmo di Maccioni incombe però l'arrivo di un asteroide che potrebbe cancellare l'umanità dalla Terra, come sostiene uno dei protagonisti, ma che finirà solo per annientare il più fragile del gruppo e per annichilire, forse, anche le ultime speranze di un nuovo inizio.

"Per me, l'asteroide ha un significato metaforico - ha raccontato il regista Maccioni a Locarno dove il film ha rappresentato l'Italia in concorso - ci ricorda la nostra impermanenza, come insegna il Buddhismo, l'impermanenza dell'essere umano, di tutte le cose. Non importa che tu sia una persona incredibilmente concreta e materialista oppure molto spirituale: ogni aspetto delle nostre vite, i nostri sentimenti, il lavoro, le questioni familiari, possono cambiare improvvisamente senza alcun preavviso e senza spiegazione. Ha a che fare con la precarietà dell'essere umano, la natura impermanente delle cose ci aiuta a vivere in un modo più consapevole e vivo".

Gli asteroidi non è un bel film perché manca di coraggio e fantasia, ai quali preferisce la supponenza di simboli e allegorie fruste. Non un bel film perché il regista non ha saputo dirigere attori non professionisti accompagnandoli in un percorso adatto alle loro possibilità e li ha abbandonati nudi di fronte a un ruolo più grande di loro. E non è bello perché quando hai a disposizione due interpreti capaci di scavare nelle profondità dei sentimenti, come Pippo Del Bono e Chiara Caselli, non li puoi relegare in sbiaditi stereotipi.   

 

 

 

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