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Monday, 22 May 2017 08:55

Fortunata film, recensione: un dramma popolare con Accorsi e Trinca al Festival di Cannes 2017

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E' appena uscito al cinema il nuovo film di Sergio Castellitto, Fortunata con Jasmine Trinca e Stefano Accorsi: Cinetvlandia l'ha visto e vi propone qui di seguito la recensione.

Per la seconda volta consecutiva, dopo Nessuno si salva da solo, Castellitto sceglie Jasmine Trinca come protagonista del suo nuovo dramma popolare ambientato ai giorni nostri. Come in Non ti muovere, la protagonista è una donna che questa volta ha problemi familiari con un matrimonio burrascoso e fallito e una famiglia di otto anni da crescere. Ad aggiungere una situazione già d iper sé precaria c'è anche il lavoro di parrucchiera eseguito porta a porta e un negozio da aprire, il suo sogno, insieme all'amico Chicano (Alessandro Borghi). Ma come si sa la vita è imprevedibile e sarà l'incontro con lo psicoterapeuta Patrizio (Accorsi) che le farà cambiare i propri piani stabiliti da tempo, coinvolgendola in una storia d'amore che non si aspettava e che la farà sentire amata e apprezzata da un punto di vista diverso dal quale era solito essere vista.

Presentato al Festival di Cannes 2017, nella sezione "Un Certain Regard", la nuova pellicola di Castellitto è un dramma popolare che non convince a pieno, sia per la storia molto lineare e prevedibile: quello che delude di più è il mood della recitazione veramente artificiale e caricato, a tratti fino all'esasperazione. I personaggi sono ben delineati e i drammi personali dei personaggi si sentono sullo schermo ma interagiscono male fra di loro, alternando citazioni "alte" e nobili della letteratura con espressioni alquanto colorite e dialettali tipiche di una borgata romana. Così il film scorre senza particolari colpi di scena o sequenze emozionati, anche se la colonna sonora molto pop lo vorrebbe fare, e si assiste così ad un epilogo finale che avevi già capito dal primo momento in cui Accorsi e Trinca s'incontrano.

La regia di Castellitto è sempre ordinata e "classica", giusta per un film del genere, mentre la sceneggiatura è di Margaret Mazzantini che forma con il marito una coppia collaudata nel cinema italiano: l'intesa artistica tra i due c'è ma qui, a differenza di altri film, manca la linea sulla recitazione che vorrebbe essere popolare come un film italiano degli anni'50 ma che risulta teatrale e caricaturale al punto da danneggiare il film dall'inizio alla fine. Poteva essere un bel dramma popolare e, invece, si perde tra gli accenti e le inflessioni delle sue stesse battute che risultano sempre di più dei momenti emozionali artificiali e prevedibili.

Read 2385 times Last modified on Monday, 22 May 2017 14:15

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