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Monday, 29 October 2018 16:59

Il primo uomo - First Man, recensione: Chazelle incanta con il racconto del lungo viaggio dell'uomo per arrivare sulla Luna Featured

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Dopo aver aperto l'ultimo Festival del cinema di Venezia arriva nelle sale First Man, ultimo film di Damien Chazelle, premio Oscar per La La Land con Ryan Gosling e Claire Foy protagonisti. A Cinetvlandia è piaciuto parecchio. Ecco la recensione.

Era il 1969. Sembra una vita fa eppure è poco meno di mezzo secolo. Era il 1969 quando l’uomo mise il piede per la prima volta sulla Luna: il sogno di Jules Verne che si avverava, il sogno di tutti gli uomini che diveniva realtà. Una realtà per la prima volta non solamente narrata o mediata dalle fotografie, ma vissuta in diretta televisiva: il primo grande evento di massa che fece trattenere il respiro a tutto il mondo nello stesso istante. L’atterraggio sulla Luna è un momento, un frame, un attimo, indelebile, vero, ma solo un attimo. Quello che ci racconta First Man, il bellissimo film di Damien Chazelle, è la storia di tutto ciò che dietro quell'attimo non siamo mai riusciti a vedere né a immaginare. Cioè una storia di uomini, delle loro famiglie, dei loro figli e dei dolori e delle gioie che li hanno resi tali, perché di uomini si tratta cioè roba di carne, nervi, sudore, non un’immagine proiettata e lontana.
Neil Armstrong ha poco più di trent’anni quando decide di lasciare l’aviazione civile e partecipare al progetto della Nasa per la conquista dello spazio. Un tumore gli ha portato via la figlia più piccola e il dolore per la perdita ha provato a seppellirlo in fondo a un cuore grande. Con la moglie Janet e il figlio Eric si trasferisce a Westwood per entrare a far parte del progetto Gemini che un giorno lo porterà a lasciare le orme sul suolo lunare. Ma la strada dalla Terra alla Luna risulta ben più lunga di quella celeste e, soprattutto, affastellata di fallimenti e morti che solo il coraggio di un uomo gli permette di superare per entrare a pieno diritto nella storia.
E’ la spettacolarità dei sentimenti la caratteristica principale di questo film umano e intimista. E la bellezza della storia è esaltata maggiormente proprio dal conflitto tra il coraggio di vivere un’impresa epica, temeraria, al limite dell’irresponsabile e la paura di lasciarsi andare alle emozioni più elementari che la vita di tutti i giorni ti presenta davanti. Ryan Gosling è bravo a sfruttare la sua mimica limitata per rappresentare un uomo proiettato nell'universo ma chiuso al prossimo, capace di regalare una bellissima dichiarazione d’amore finale con il semplice gesto di una mano.

Read 856 times Last modified on Thursday, 01 November 2018 13:35

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