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Wednesday, 29 August 2018 14:56

Festival Locarno 2017: Lucky, recensione film in concorso con Harry Dean Stanton

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Uno straordinario Harry Dean Stanton è il protagonista di Lucky (video recensione e conferenza stampa) film d'esordio di John Carroll Lynch: ecco qui di seguito una nuova recensione del film.

La vita è fatta di istanti, quelli che Montale chiamava "miracoli": attimi in cui la verità dell'esistenza viene rivelata e con essa anche il senso nascosto dell'esistenza. E un istante cambia la vita a Lucky, vitale novantenne che vive solitario in una cittadina ai margini del deserto americano. La giornata di Lucky comincia con una sigaretta accesa appena messi i piedi giù dal letto e continua con altri gesti rituali: un po' di ginnastica, un bicchiere di latte, il caffè al solito bar e il percorso a piedi tra l'emporio e il bar dove filosofeggia con gli amici. Poi, il pomeriggio a casa a fare parole crociate, parlare al telefono con un amico immaginario e a guardare quiz televisivi. E così a ricominciare. Finché un giorno Lucky ha un giramento di testa e cade a terra in casa. Gli esami medici dicono che tutto va bene, che è sorprendente abbia dei valori di questo tipo e che la caduta non si spiega. Dal punto di vista medico, almeno. La caduta è il 'miracolo' di Lucky che da quel momento prenderà coscienza della caducità della vita e che la sua presenza sulla terra non sarà per sempre. 

Lucky, film d'esordio di John Carroll Lynch (buon attore con più di cento film alle spalle, come Fargo, per citarne uno) è un omaggio a un personaggio meraviglioso, unico e veramente immortale come Harry Dean Stanton (Paris, Texas): Lucky è Harry Dean Stanton e Harry Dean Stanton è Lucky. Non esisterebbe l'uno se non ci fosse l'altro. Il film è stato scritto pensando soltanto a lui e altrimenti non avrebbe senso. La storia vera e quella narrata (Harry come Lucky ha fatto il militare in marina, ha combattuto nelle Filippine ed è appassionato di musica mariachi, oltre che fumatore indomito) s'incrociano andando a scrivere un unico grande racconto poetico di vita e morte in cui tutto si confonde, fino a ridursi all'essenza del genere umano: un essere fragile e impaurito innamorato della vita e mai veramente pronto a morire. 

 

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