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Wednesday, 17 February 2016 18:26

Deadpool recensione: Ryan Reynolds in una storia d'amore e di vendetta ironica, sboccata e fuori dagli schemi dei cinecomics Featured

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Arriva ne icinema questa settimana il cinecomics con Ryan Reynolds, Deadpool: cinetvlandia l'ha visto in anteprima e vi propone la recensione del nuovo film spin-off della saga cinematografica degli X-Men targato 20th Century Fox.

Dopo aver letteralmente sbancato il botteghino americano con la mostruosa cifra di 130 milioni di dollari incassati in solo tre giorni di programmazione negli Stati Uniti, arriva anche in Italia la pellicola di Tim Miller dedicata allo spietato e volgare supereroe mascherato dal costume tutto rooso sangue. Il personaggio appartiene all'universo cinecomics degli X-Men i cui diritti sono della Fox e non è di sicuro uno dei mutanti di prima fascia noto ad un pubblico generalista o non esperto del settore. Unico modo per fare breccia e distinguersi è essere originali e proporre un film diverso da quelli che hanno fatto scuola negli ultimi anni, proponendo team di supereroi alleati per un obiettivo comune. Impresa difficile, sbagliare era molto facile e il flop poteva essere dietro l'angolo. Per fortuna del film, del regista, nonchè dell'attore Ryan Reynolds coinvolto anni fa nel mega flop di Lanterna verde (personaggio DC Comics che forse ritornerà nella justice League...), non è stato così, anzi mediante "armi" come ironia e stupidità, linguaggio sboccato, un continuo interagire con il pubblico e una sana follia di fregarsene delle regole, ne scaturisce un film action di assoluto valore nello specifico filone cinematografico dei cinecomics.

L'inizio è una chiara dichiarazione d'intenti di ciò che da lì ai successivi 100 minuti succederà e sarà lo stile narrativo di tutto il film: la scena è quella che si è vista nei trailer e nelle numerose clip che abbiamo pubblicato, ovvero una sparatoria in pieno giorno in autostrada. Mediante flashback e continui dialoghi rivolti al pubblico l'antieroe Deadpool racconta la sua vita, com'è diventato il mostro che è e perchè si trova in quel posto e determinato momento: una vendetta deve essere portata a termine ai danni del villain che lo ha trasformato in un supereroe immortale, curato si dal cancro, ma con la faccia e il corpo completamente sfigurato, un vero mostro che ha perso anche la donna che amava. Oltre alla vendetta, anche la love story per niente romantica e sdolcinata, anzi tutta passionale e fisica con tanto di scene di sesso, è l'altro filo conduttore del cinecomics di matrice marveliano Fox: Deadpool non vuole essere un supereroe ed essere chiamato tale - rifiuta continuamente l'invito del "redentore" Colossus a far parte degli X-men - e vuole essere solo il supereroe della persona che amava e riuscire a farsi accettare anche per quello che è.

Tanti sono gli elementi interessanti di questo cinecomics, in particolare la regia dinamica e attenta ai dettagli e il montaggio, serrato che non da pause, lo trasformano in un film di gran entertainment decisamente fuore dagli schemi: è un continuo passare indietro e avanti nel tempo, un continuo prima e dopo l'operazione, per poi proiettarsi a gran velocità verso uno scontro finale che non può mancare per una pellicola del genere. Uno sfacciato senso dell'umorismo, le gag e il linguaggio assolutamente volgare a sfondo sessuale sono gli altri elementi che ne fanno da padroni, con alcune scene memorabili e sfottò veramente scemi come quelli rivolti ad alcuni personaggi dell'universo x-men o alla stessa casa di produzione cinematografica, per non dimenticare quelli indirizzati allo stesso Hugh Jackman o a Ryan Reynolds medesimo. Anche il cast funziona bene e Reynolds riesce a tenere il film in pugno, sempre, sia quando è Deadpool sia quando è  Wade Wilson, ex membro delle forze speciali che campa a vivere con non particolare moralità e senso civile.

Deadpool funziona alla grande anche se, l'unico appunto da fare al cinecomics è l'abuso spesso ostinato e eccessivo di un linguaggio volgare anche quando, forse, se ne potrebbe fare a meno perché alla lunga stanca un po'. Ma come direbbe Deadpool chissene fotte, la pellicola funziona molto bene per la sua anti conformità stilistica e narrazione, dove sangue e idiozia scorrono a profusione.

Read 1655 times Last modified on Thursday, 18 February 2016 11:55

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