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Thursday, 04 January 2018 15:43

Corpo e anima, recensione: l'amore può nascere anche in un macello di Budapest

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Dall'ultimo festival di Berlino arriva sugli schermi italiani il film bulgaro di Ildikò Enyedi con Alexandra Borbély e Géza Morcsányi vincitore del primo premio, Corpo e anima: una storia d'amore stralunata ma tenera e con un tocco d'autore unico. Eco la recensione di Cinetvlandia.

E’ bello sapere che l'amore al cinema può essere raccontato ancora in modi che non aspetti. E’ bello per l’amore ed è bello per il cinema. La storia che l’ungherese Ildikò Enyedi racconta in Corpo e anima è quello di due persone che l’amore o l’hanno perso o non l’hanno proprio conosciuto. Endre è il direttore finanziario di un macello di Budapest, viaggia sulla sessantina e nella sua vita ha amato un sacco di donne. Ora non più. Ora vive solo in un appartamento che solo un maschio solo potrebbe vivere. Ogni tanto riceve la visita della figlia e quella di un’amate - la moglie di un suo collega al lavoro. Maria in quel macello vi è appena arrivata. E’ la nuova addetta al controllo qualità delle carni. Maria ha trent’anni e un autismo che la rende estranea al mondo in cui vive, tanto che sul luogo di lavoro tutta la pensano altezzosa e formale. Un giorno, durante delle interviste fatte da una psicologa per testare lo stato mentale dei dipendenti, i due scoprono che da diverse notti vivono lo stesso sogno: sono due cervi che si incontrano in una foresta innevata e li, finalmente, si sentono liberi di vivere ciò che nella realtà non riescono a fare. L’incredibile scoperta che li potrebbe fare avvicinare invece diviene un ostacolo tanto insormontabile da trasformare un sentimento meraviglioso in tragedia. Ma forse una speranza, che sia nel sogno o nella realtà, ancora esiste e Maria e Endre forse potranno amarsi davvero.
Corpo e anima, vincitore dell’Orso d’Oro all'ultimo festival di Berlino, è un film semplicemente straordinario per la capacità di viaggiare leggero tra i generi cinematografici: tra il dramma sentimentale, la commedia e il film grottesco la storia di Ildikò Enyedi non solo è scritta benissimo e cucita addosso a due attori (e personaggi) come poche volte si vedono al cinema, ma è anche diretta con un tocco autoriale mai banale e capace di rendere leggere anche le situazioni più crude. Vero che ogni tanto la storia rischia di trasformarsi in parodia, ma l’abilità del regista sta proprio qui nel sapere tenere in mano la situazione e non permettere mai al film di perdersi. Arrivando così a firmare un gioiello raro.

Read 703 times Last modified on Thursday, 04 January 2018 16:05

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