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Monday, 30 May 2016 20:17

Colonia film, recensione: amore e morte ai tempi di Pinochet

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Colonia di Florian Gallenberger racconta la storia di due giovani nel Cile di Pinochet. Nel cast Emma Watson e Daniel Bruhl. Ecco la recensione di Cinetvlandia

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Daniel è un giovane appassionato di fotografia che dalla Germania parte per il Cile in pieno fermento politico anni Settanta. Lena è una hostess di linea, innamorata di Daniel e la conosciamo quando raggiunge il suo fidanzato in Sudamerica per trascorrere qualche giorno con lui. Un piccolo sogno d'amore che presto vira al nero: quelli sono giorni dell'elezione di Allende a presidente, del suo omicidio e del conseguente colpo di stato di Pinochet. E nei rastrellamenti delle prime ore Daniel viene riconosciuto come simpatizzante comunista e spedito nel sud del paese a Colonia Dignidad. Apparentemente la colonia è una missione guidata da un predicatore laico, Paul Schafer, in realtà un campo di tortura dove venivano spediti i dissidenti. Per tentare di salvare Daniel, Lena accetta di entrare spontaneamente nel campo come volontaria e rimanervi per tre anni, prima di riuscire a fuggire. Film di denuncia, storia d'amore o action politico in realtà Colonia di Florian Gallenberger non riesce a essere pienamente nulla di tutto questo. Non che non ci tenti, ma il risultato è sempre ben lontano dalle intenzioni iniziali. Nell'intreccio di tante trame e sotto trame il film si perde dentro se stesso senza mai arrivare a prendere una forma definitiva. La colpa in questi casi è da spartire tra un lavoro di sceneggiatura sempre un po superficiale e pasticciato un cast mai credibile. Emma Watson non riesce mai a scrollarsi di dosso l'ingombrante personaggio di Hermione di Harry Potter, così come Daniel Bruhl fa fatica a rendere drammatica una parte che necessiterebbe di una maschera più credibile. E non c'è niente di più fastidioso di una storia vera (purtroppo vera) che suoni stonata dall'inizio alla fine, cancellando ogni aspetto drammatico che la storia meriterebbe.

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