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Tuesday, 03 October 2017 16:50

Blade Runner 2049, recensione: Villeneuve ha fatto il miracolo Featured

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Abbiamo appena visto il nuovo film di Denis Villeneuve, Blade Runner 2049 con Ryan Gosling e Harrison Ford (speciale focus Blade Runner di Ridley Scott): ecco in anteprima la recensione di Cinetvlandia.

Villeneuve ha fatto il miracolo si è preso un rischio colossale andando a toccare uno dei punti più alti della storia del cinema mondiale degli ultimi 120 anni, riprendendo il film di Ridley Scott, Blade Runner datato 1982  che ha cambiato l'immaginario collettivo e la fantascienza cinematografica. Dove sta il miracolo? Anzitutto aver ripreso quel mondo, le atmosfere e soprattutto i personaggi, ambientandolo in un futuro prossimo, trent'anni in avanti, ma rielaborando le tematiche e facendolo un suo prodotto filmico con uno stile assolutamente personale che non vuole scimmiottare nessuno, in primis Scott stesso per il quale ha massimo rispetto e ammirazione. Due ore e quaranta minuti che non si sentono minimamente, volano, con i tempi giusti senza fretta e superficialità, il tutto narrando una storia che si basa sempre su un quesito esistenziale: chi è Il Replicante e Chi è l'essere umano?

Il film è ciò e tanto altro, un'avventura fantascientifica nel senso più nobile e più classico del termine dove l'agente K, ben interpretato da Ryan Gosling per niente piacione (uno dei tanti meriti di Villeneuve) scopre, scavando sotto le radici di un albero, un segreto che era stato sepolto e che non doveva essere rivelato. Il ritrovamento rischia di cambiare i riferimenti e le certezze del mondo che avevamo conosciuto nel 1982 che ancora oggi ci appassionano e influenza il cinema main stream da popcorn. Il film di Villeneuve non è un semplice  intrattenimento di Hollywood, si eleva dalla massa grazie ad una sceneggiatura articolata e chiara che si segue senza perdersi in risvolti filosofali; a ciò si aggiunge l'aspetto che aveva caratterizzato il capolavoro di Scott, ovvero l'elemento visivo, e anche Blade Runner 2049 riesce ancora a sorprendere lo spettatore e ad ampliare un universo che già ci aveva stregato. Il film di Villeneuve espande questo cosmo con una regia di classe e l'uso della fotografia di scena e per i personaggi che solo lui e pochi altri sanno adoperare.

Le differenze tra i due film ci sono, era inevitabile, ma solo Villeneuve poteva prendersi un rischio del genere perché è il regista giusto, nel posto giusto al momento giusto. La pellicola è così un'evoluzione personale di Blade Runner ancora più proiettata nel futuro, dove il tono è meno Noir è più di fantascienza classica, ma i giochi che il regista sa mettere in scena con i personaggi in controluce, nel buio o in penombra è un elemento visivo e narrativo più unico che raro, soprattutto nel mondo cinematografico odierno. Per due ore e quaranta minuti entriamo in questo mondo e vogliamo capire L'enigma e i dubbi dei personaggi su cui si basa tutto, in primis quelli di K, e la risposta non ve la diamo. Sappiamo solo di aver visto un film incredibile e memorabile che tutti quelli che amano il cinema dovrebbero andare a vedere.

C'è tanto da dire in un film del genere e servirebbero più visioni dello stesso per poter andare ancora più in profondità, rispetto a quello che una prima visione e impatto forniscono: per tre quarti di film si ha la sensazione di essere quasi alla pari con il primo, forse il finale d'azione smorza la tensione e fa abbassare la quota della pellicola ma comunque stiamo viaggiando veramente in "alto". Oltre alla storia e all'aspetto visivo e scenografico eccezionale e molto personale, ciò che convince ulteriormente di questo ritorno al passato sono proprio i personaggi, tutti nessuno escluso, con un nuovo agente K che tiene il film e ti porta In un'indagine di spionaggio, alla ricerca d'origine. Harrison Ford compare solo a metà del film, ma in tutto quello che abbiamo visto prima ne sentiamo la presenza utile alla storia; altrettanto interessanti sono i diversi personaggi femminili, ognuno ben delineato scritto e messo in scena con sapienza che ricordano quelli adorati nel 1982 ma lo stesso tempo riescono a non essere dei cloni e a giocare un ruolo significativo nella storia fantascientifica.

Villeneuve ha realizzato un film memorabile, segno di grande maturità artistica, già apprezzato nel recente Arrival o in altre opere altrettanto encomiabili come Sicario e Prisoners. Definirlo un capolavoro forse è troppo presto perché servono più visioni dello stesso per apprezzarne tutte le sfumature di un grande ritorno al passato di un grande cinema che non si fa più, purtroppo. Complimenti Villeneuve hai preso un rischio e hai vinto, hai replicato con intelligenza e rispetto. Aspettiamo con ansia il terzo film e ci devi essere ancora tu, ancora così. 

Read 1920 times Last modified on Wednesday, 04 October 2017 08:52

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