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Wednesday, 23 March 2016 08:52

Batman V Superman recensione: Henry Cavill e Ben Affleck convincono, il cinecomics di Zack Snyder però non decolla Featured

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Abbiamo visto ieri sera in anteprima batman V Superman - Dawn of justuce, attesissimo cinecomics dell'universo Dc Comics diretto da Zack Snyder con Ben Affleck e Henry Cavill: ecco la nostra recensione.

Le aspettative erano decisamente alte, ma non poteva essere altrimenti dato che il duo Warner/Dc Comics hanno giustamente l'ambizione di competere con le altre case cinematografiche leader del genere cinecomics, quali Disney e 20Th Century Fox. Il risultato però è molto al di sotto delle aspettative per stile narrativo e coinvolgimento da parte dello spettatore che in oltre 2 ore e 30 minuti di visione non entra praticamente mai in empatia con i personaggi. Senza svelare spoiler e troppi dettagli del film, la trama è incentrata completamente sulla rivalità tra Batman e Superman, sul loro modo di vivere la criminalità ed essere in posizioni contrapposte. Nonostante venga considerato un salvatore, un messia, Superman è anche fonte di preoccupazione e paura per gli esseri umani, dati i suoi super poteri in grado di annientare l'umanità. E' per questo motivo che Batman vuole affrontare Superman e cercare di contenere i pericoli, soprattutto dopo quello successo a Metropolis, raccontato nel film The Man of steel - L'uomo d'acciaio. Ed è proprio da questo cinecomics che parte la nuova avventura di Zack Snyder che darà poi il via alla creazione di una lega di supereroi, la Justice League le cui riprese inizieranno prossimamente. In questa fase di transizione tra eroi singoli che decidono di unirsi, c'è il presente non proprio roseo da analizzare che fa fatica ad entrare nel cuore degli spettatori. Il film che funziona mediante una regola collaudata dei contrapposti che a distanza si studiano e cercano di capire chi sono veramente dietro la maschera, ha anche un buon villain il giovane e psicopatico Lex Luthor, colui che per delirio di onnipotenza ed arroganza tutta umana scatenerà l'arma finale, l'apocalittico Doomsday, per sconfiggere i due supereroi ed essere il padrone incontrastato a Metropolis, ma non ha fatto i conti con Wonder Woman che arriva in soccorso delle due icone dell'universo Dc comics...

La nuova pellicola di Zaxk Snyder, scritta da David S. Goyer (autore della trilogia di Batman di Nolan e della saga blade, oltre che de L'uomo d'acciaio), si ispira alla lontana al fumetto di Miller, Il cavailere oscuro e alla saga Superman: Doomsday, parte bene e riesce ad agganciarsi in modo interessante all'episodio precedente. Il contesto viene settata correttamente e l'inizio è incoraggiante, ma ciò che non convince, anzi è il caso di dire delude e molto, è la dinamica che porta al gran finale, ovviamente fracassone e distruttivo con una Metropolis nuovamente rasa al suolo con esplosioni che si susseguono come se non ci fosse altra alternativa per concludere una pellicola. Il problema del film non è per niente nel cast, molto discusso in questi anni soprattutto per il ruolo di Ben Affleck in quello di un non più giovane Batman/Bruce Wayne che funziona benissimo ed è convincente dall'inizio alla fine; stessa cosa dicasi di Henry Cavill come Superman, si conferma perfetto nella parte anche come Clark Kent. Da elogiare anche il cast correlato a partire da Gal Gadot sexy e affascinate sia come umana che come amazzone Wonder Woman, sia Jesse Eisenberg come Lex Luthor, per concludere con un inedito maggiordomo Alfred ottimamente interpretato da Jeremy Irons. Quello che non va è tutto il resto, la storia è raccontata male e non coinvolge mai, articolata in modo contorto da far perdere le fila e capire in maniera logica e convincente come si arriva fino alla fine. Sia chiaro momenti interessanti ci sono, insieme a colpi di scena inaspettati e molto graditi, però non basta a salvare una pellicola che anche come regia non è per niente d'aiuto alla resa e al successo del cinecomics. Zack Snyder mostra ancora una volta tutti i suoi limiti di narratore in modo avvincente con la macchina da presa: ripetitivo nelle inquadrature e nello stile, abbonda in modo quasi nauseante di slow motion (suo cavallo di battaglia e marchio di fabbrica) al punto da soffocare ogni entusiasmo e momento epico, oltre ad essere artefice di momenti di assoluto deliro onirico che lasciano lo spettatore al quanto basito e confuso. Il risultato è un film sciapo a tratti noioso, nonostante il cast e personaggi settati in modo giusto, ma ci si aspettava qualcosa di molto più empatico ed interessante per un cinecomics che vorrebbe puntare alla torta multi miliardaria del genere del nuovo millennio e rischia di uscirne con le ossa rotte.

Read 2102 times Last modified on Wednesday, 23 March 2016 12:28

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