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Sunday, 10 September 2017 10:13

Barry Seal, una storia americana, recensione: in volo negli anni Ottanta al soldo della Cia e del cartello di Medellin Featured

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Arriva nelle sale italiane l'ultimo film con Tom Cruise protagonista, Barry Seal, una storia americana di Doug Liman: le vicende, tra mito e realtà, di una figura controversa della politica americana degli anni Ottanta. Ecco la recensone di Cinetvlandia.

Non è la prima volta che il cinema si occupa della figura di Barry Seal. Negli anni Novanta l’abbiamo visto interpretato da Dennis Hopper nel film tv Un gioco pericoloso, poi è stata la volta di Michael Parè nel recente The infiltrator. Infine, inevitabilmente l’abbiamo visto (anche se solo per poche sequenze) nella serie Netflix dedicata a Pablo Ecobar e al cartello di Medellin, Narcos. Ma è la prima volta che alla figura di Barry Seal viene dedicato un film tutto suo. E sì, perché Barry Seal è stato uno dei protagonisti di quella parte di storia americana che non viene raccontata nei libri ufficiali: una sorta di Forrest Gump virato al nero, capace di attraversare momenti fondamentali degli anni Settanta, tessere rapporti con capi di stato, delinquenti sanguinari e servizi segreti uscendone sempre pulito e soprattutto sconosciuto ai più. Fino all'inesorabile finale in cui il nostro finisce ammazzato sotto i colpi dei signori della droga. Ma questo è solo l’ultimo atto di una storia appassionante, quindi andiamo per gradi.
Barry Seal è un estroso pilota di linea che arrotonda il salario contrabbandando sigari cubani. La CIA lo contatta e gli offre di mettere il suo talento a disposizione dell’amministrazione Carter: dovrà contrabbandare armi per alimentare le guerre nell’America Centrale. Barry non capisce i giochi di potere, a lui interessa volare e guadagnare più soldi possibile per mantenere la sua famiglia. Da Carter a Reagan, Barry continua a portare armi al di la del confine, solo a combattenti diversi. Ma le capacità di Seal arrivano alle orecchie del cartello di Medellin, allora perché non sfruttare le stesse rotte per portare negli States carichi di droga?
Ci sono tanti modi per raccontare la storia americana e soprattutto tante storie da raccontare. Una però la costante: l’America è nata e cresciuta sull’illegalità, il culto del dollaro e la guerra e Barry Seal ne è solo uno dei mille attori non protagonisti che il cinema ha portato sugli schermi. E così il Barry Seal di Doug Liman smette di essere un essere umano per diventare metafora di un’epoca e di uno stile di vita. Lo stile scelto dal regista di Mr. e Mrs Smith e The Bourne Identity è quello scanzonato e leggero della storia sempre al confine del mito, di conseguenza la figura di Barry Seal finisce per risultare quella di un simpatico cialtrone più che quella di un delinquente senza morale e assetato di dollari. E Tom Cruise è bravo a rendere il personaggio mettendogli a disposizione le due cose che lo hanno reso celebre: il sorriso e il fondo schiena.

Read 1429 times Last modified on Sunday, 10 September 2017 12:26

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