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Monday, 25 September 2017 08:45

Ammore e malavita dei Manetti Bros, recensione: commedia, azione e tanto musical made in Napule Featured

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E' stato presentato all'ultima edizione del Festival di Venezia 2017, in concorso, il film dei Manetti Bros. Ammore e Malavita: Cinetvlandia l'ha visto in anteprima e vi propone la recensione.

A quattro anni di distanza dal meraviglioso Song e Napulè, i Manetti Bross tornano nei vicoli di Napoli per raccontare una bellissima storia d'amore e di criminalità a ritmo di musical. Ciro (Giampaolo Morelli) è un temuto killer al servizio di don Vincenzo, interpretato alla perfezione di Carlo Buccirosso e dell'astuta moglie donna Maria, un'inedita e altrettanto brava Claudia Gerini, il cui compito è quello di tutelare e far credere alla stampa italiana che il suo boss è morto. Nel perfetto piano congegnato, però, rischia di far saltare l'imbroglio l'inconsapevole infermiera Fatima (Serena Rossi) sul quale pende una condanna a morte. Ma si sa l'amore va oltre ogni barriera e Ciro, ancora innamorato della ragazza con la quale aveva avuto una storia d'amore in gioventù, decide di voltare le spalle al proprio boss in difesa e in tutela della propria amata. Inizia così una caccia senza sosta a Fatima e Ciro, i due innamorati dovranno scappare per i quartieri di Napoli e trovare persone di cui potersi fidare, al fine di sgominare la banda, rendere pubblica la falsa notizia della morte di Don Vincenzo e soprattutto rimanere vivi per continuare la storia d'amore da dove si era interrotta. Il tutto in un mix d'azione, commedia, citazioni cinefili, un pizzico di malizia e tanto musical neo melodico napoletano.

Ammore e malavita è un film da non perdere, uno dei migliori film italiani della stagione e degli ultimi anni, scritto e diretto in maniera praticamente perfetta dai Manetti Bros, che usano il linguaggio cinematografico per raccontare, a loro modo, Napoli e la criminalità organizzata, con uno sfotò tipico partenopeo che è la scelta vincente del film. Tanti sono le fonte d'ispirazione, in primis Johnny Stecchino di Benigni con il gioco della somiglianza tra il boss e l'uomo comune scelto come capro espiatorio; allo stesso modo lo slang e le dinamiche della serie TV Gomorra vengono prese e parodiate dando vita ad un'ilarità travolgente e senza freni inibitori. E poi c'è il tocco di classe, la scelta di veicolare il tutto con un ironico musical, elemento atipico per il cinema italiano e più statunitense, che trascina e diverte lo spettatore - la rivisitazione di flashdance è l'apoteosi di questo meccanismo - e non è utilizzato per compiacersi ma per raccontare una storia d'amore e criminalità, proprio come i grandi musical sanno fare.  Il cast è perfetto nella presenza fisica e nella recitazione con le battute giuste che caratterizzano ogni ruolo.

Il film dei Manetti Bros è quasi perfetto, ha solo una pecca che però non intacca la sua bellezza, si trova nella durata eccessiva di ben 130 minuti: in tutto l'arco narrativo ci sono tante inquadrature e momenti che sarebbero dovuti essere accorciati in fase di montaggio, momenti che non servono per compiacimento o per enfasi ma semplicemente sono momenti lunghi che non aggiungono niente di più di quello che abbiamo già visto. Tale scelta avrebbe snellito la durata della pellicola e compattato il tutto, rendendolo ancora più coinvolgente e, appunto, perfetto un film che dall'inizio alla fine si ama, fa ridere ed emozionare. Un film rischiosissimo e riuscito alla grande, song e Manetti. Complimenti.

Read 1394 times Last modified on Monday, 25 September 2017 10:05

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