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Wednesday, 09 November 2016 02:43

Fai bei sogni, recensione: Bellocchio adatta il romanzo di Gramellini con Valerio Mastandrea

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Esce questa settimana nei cinema il nuovo film di Marco Bellocchio, Fai bei sogni tratto dall'omonimo romanzo di Gramellini con Mastandrea protagonista: ecco la recensione di Cinetvlandia.

Cosa accomuna Bellocchio a Gramellini è difficile dirlo ma trovare un regista così autoriale che si dedica alla trasposizione cinematografica di un'opera in gran parte autobiografica del giornalista torinese è già di per sè è un elemento interessante da seguire e vedere. Il regista italiano noto per il suo tatto e capacità di raccontare storie forti e intime, nonchè quelle sociali e politiche, si è approcciato al film in modo molto umile e sincero. La sua narrazione cinematografica non è semplicemente un film ma è l'analisi di un rapporto interpersonale tra madre e figlio che ne approfondisce l'aspetto psicologico e intimo, tra passato e presente. Per tutta la durata della pellicola, assistiamo a continui flashback e rimandi al presente della vita di Massimo e di come la sua vita cambiò radicalmente quando all'età di 9 anni perse la madre. Il loro rapporto era appena sbocciato, data la tenera età del protagonista, e non è mai stato limpido e sereno, tanto che questo status d'insofferenza e incapacità di liberarsi di un dramma così forte farà da "pesante croce" alla vita successiva del protagonista. Anche dopo 40 anni la perdita si fa ancora sentire e per Massimo condurre una vita serena e normale non è per niente facile: all'indomani del trasloco della casa in cui era cresciuto, ogni ricordo torna a vivere e da qui il film si sviluppa.

Fai bei sogni è sicuramente uno dei film più azzeccati e coinvolgenti degli ultimi anni del regista Bellocchio che per una volta, o meglio ogni tanto lascia da parte il suo impegno civile e politico, e si dedica ad una storia intima e personale. Il cineasta italiano, con la sua sensibilità, indaga sia la psicologia di una persona rimasta orfana in giovane età, sia il rapporto mancato tra le parti. E' forse questa seconda parte che sta anche più a cuore e d'interesse nel svilupparla a Bellocchio, il quale pone interrogativi di come si sarebbe sviluppato il rapporto se non ci fosse stata la perdita. Nasce così nei personaggi, in primis Massimo, un senso di rabbia e frustrazione per ciò che non ha potuto vivere.

I toni di Fai bei sogni sono principalmente cupi e tristi, e non poteva essere altrimenti, ma Bellocchio riesce anche a regalare momenti più leggeri e spensierati, spesso grazie a brani musicali pop e rock del periodo, sia nel passato che nel presente della storia, rendendo il tutto ancora più veritieri ed emozionante perchè la vita è fatta d'entrambe le cose. La regia asciutta e mai sfarzosa del regista va a braccietto con l'ottima interpretazione di Valerio Mastandrea che negli anni ha saputo crearsi una nuovo percorso artistico autoriale e raffinato che sottolinea tutta la sua capacità autoriale.

Fai bei sogni è un film che ci riguarda direttamente, o meglio per tutti quelli che hanno perso una persona cara, e non si limita a raccontare una storia specifica ma riesce a dagli quel sapore universale e autoriale che è tipico dei grandi registi.

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