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Wednesday, 16 September 2020 18:16

Undine, recensione del film di Christian Petzold, vincitore dell'Orso d’argento per la Miglior Attrice a Paula Beer

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Arriverà a fine settembre al cinema Undine di Christian Petzold, vincitore dell'Orso d’argento come Miglior Attrice alla protagonista Paula Beer: Cinetvlandia l'ha visto in anteprima e vi propone qui di seguito la recensione.

Undine, nella tradizione germanica, è la figlia del Re del Mare che sfugge alla sua natura divina per amore di un essere umano. Il racconto romantico, scritto da Friedrich de la Motte Fouqué agli inizi dell’Ottocento, col tempo è diventato prima un balletto, poi opera lirica e oggi un film. Undine vive a Berlino, lavora come guida al Märkisches Museum dove spiega la storia della sua città attraverso dei grandi plastici. La conosciamo quando viene abbandonata da Johannes, l’uomo che le giurato amore eterno e che invece ha deciso di lasciarla per un altra donna. Le parole hanno un peso e se uno giura amore eterno, cosi deve essere, altrimenti ne va della vita stessa. Ma sulla strada della disperazione di Undine arriva Cristoph, un palombaro meccanico che subito si innamora di lei e che diverrà veramente il suo amore eterno.

Petzold, il regista di Undine, ricompone la coppia Beer-Rogowski del precedente La donna dello scrittore, per raccontare un melodramma onirico e al limite del fantastico. La costruzione di un amore è complesso come quello della ricostruzione di una città, che passa attraverso i tempi, le influenze e gli uomini. «Storia e architettura sono due elementi centrali del mio cinema - racconta il regista - Hanno per me una relazione profonda con i personaggi e con lo spettatore. Gli eventi storici, in un film, hanno la stessa temporaneità degli eventi contemporanei. Non possono diventare un elemento secondario perché influiscono sullo sguardo e sulle interazioni delle persone. Come avveniva nei film del neorealismo italiano. Tornando al nostro Paese sono convinto che il passato storico in Germania abbia influenzato la nostra capacità di accettare il male compiuto. Noi tedeschi non amiamo raccontare il nostro passato».

Rigoroso nella scrittura e nella recitazione Undine ha nella struttura acronica il suo punto di forza, manca invece di un afflato romantico che arrivi dritto al cuore, come ti attenderesti da un melodramma del genere. O forse, è solo il cuore arido del recensore che non ha saputo commuoversi di fronte alla rappresentazione dell’eternità dell’amore.

Read 140 times Last modified on Wednesday, 16 September 2020 18:25
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