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Wednesday, 05 February 2020 14:50

Alice e il sindaco, recensione del nuovo dramma di Nicolas Pariser con Fabrice Luchini

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Esce questa settimana al cinema Alice e il sindaco, nuovo dramma di Nicolas Pariser con Fabrice Luchini e Anaïs Demoustier: Cinetvlandia l'ha visto in anteprima e vi propone qui di seguito la recensione. 

“Racconto la storia di qualcuno che non pensa ma che ha una vocazione (il sindaco) e di qualcuno che pensa ma non ha vocazione (Alice). A scuola ci dicono che troveremo la nostra strada a forza di studiare, attraverso l’educazione. Invece, se mi guardo attorno, mi colpisce come l’istruzione e la cultura non riescano a fare chiarezza su quello che abbiamo voglia di fare. Al limite, oggi più si è colti più ci si sente sperduti”. Effettivamente, le parole del regista Nicolas Parisier sintetizzano in modo perfetto il succo di Alice e il sindaco, un film raffinato e colto - come spesso riescono ad essere certi film francesi -, che riesce a parlare di filosofia e politica senza farci mai dimenticare i tempi che stiamo vivendo.

Il sindaco di Lione, Paul Théraneau, dopo trent’anni di attività politica, si sente completamente svuotato e privo di idee. Per rimediare a questa situazione, viene deciso di affiancargli una giovane e brillante filosofa, Alice Heimann, perche’ lo stimoli e lo faccia uscire dall’empasse. Comincia così un dialogo che, mentre avvicina Alice e il sindaco, finisce per mettere in discussione le poche certezze di entrambi.

“Pur essendo Théraneau un personaggio ambiguo, non riesco a odiare davvero i politici - continua il regista - Credo che sia sterile. Possiamo odiare e combattere un sistema di potere, ma metterlo esclusivamente sulle spalle dei politici, questo mi sembra assurdo. Non volevo, dunque, presentare un uomo politico condannabile semplicemente perché fa quel mestiere. D’altra parte non volevo nemmeno essere indulgente e che si potesse dire «fa del suo meglio!». Non bisognava sottovalutare il fallimento a cui partecipa. È stato un equilibrio difficile da trovare”. Alice e il sindaco, opera seconda di Parisier, deve molto al cinema di Rohmer (ma quale regista non non ne deve?) anche se il percorso autoriale del regista continua la sua strada tracciata dal precedente Le Grand Jeu, in cui descriveva una società dove azione e pensiero troppo spesso viaggiano fuori sincrono. Come sempre perfetto Fabrice Luchini, nel ruolo di un politico ostaggio di se stesso, bella anche la presenza leggera di Anais Demoustier, osservatrice arguta di un mondo in cui fa fatica a riconoscersi.

 

Read 344 times Last modified on Thursday, 06 February 2020 08:39
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