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Thursday, 29 March 2018 12:17

Nelle Pieghe del tempo, recensione del Live action Disney dal romanzo di Madeleine L'Engle

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Esce questa settimana al cinema Nelle Pieghe del tempo: Cinetvlandia l'ha visto in anteprima e vi propone qui di seguito la recensione.

Tratto dal romanzo di Madeleine L'Engle, l'opera letteraria aveva già avuto ad inizio del 2000 un primo adattamento per il piccolo schermo. Adesso Disney lo porta al cinema con l'intento di avviare un franchise sui tanti romanzi scritti dell'autrice tra gli anni'70 e '80. Film indirizzato ad un pubblico di bambini ed adolescenti, vede come protagonista la piccola Meg Murry (Storm Reid), alunna riservata e timida che ha problemi di autostima e d'integrazione con le proprie compagne di classe. A rendere la situazione ancora più complicata e difficile da sopportare per Meg è la scomparsa del padre (Chris Pine), scienziato di fama mondiale che svanisce nel nulla senza lasciare alcuna traccia di sé. La notizia abbatte sia la ragazza che la madre (Gugu Mbatha-Raw) ma un evento inaspettato riporta la speranza nel cuore della bambina: il fratello minore Charles Wallace (Deric McCabe), mettere in contatto Meg e il suo amico Calvin (Levi Miller) con tre magiche guide (Oprah Winfrey, Reese Witherspoon e Mindy Kaling) - versione moderna e in live action delle classiche fatine Disney di La bella addormentata nel bosco - in grado di viaggiare nel tempo e nello spazio per aiutarla nella ricerca del genitore. Inizia così l'avventura fantastica della piccola Meg, durante il viaggio affronterà anche un potente nemico e ciò le permetterà di recuperare la stima per se stessa.

Il nuovo adattamento Disney diretto da Ava DuVernay (Selma e il 13°emendamento) poteva essere un buon film di formazioni per adolescenti e dare il via ad una nuova saga cinematografica ma visto nel suo complesso risulta una grande occasione sprecata. La regista, abituata ad altri generi come il dramma e il documentario, si trova qui a disagio, stilisticamente parlando, nel gestire una pellicola di genere fantasy/fantascientifico e d'avventura. Il film denota tanti problemi, sia per ciò che concerne la sceneggiatura lacunosa e bidimensionale, sia per l'incapacità di realizzare un film magico e coinvolgente per il pubblico a cui è indirizzato.  E' evidente una certa staticità nel raccontare la storia e i personaggi, caratterizzati con "l'accetta", incapaci di essere protagonisti di uno sviluppo psicologico e comportamentale quantomeno consono ai canoni. Si fa molta fatica ad entrare nel film, a lasciarsi andare ai mondi colorati e all'avventura nella ricerca del padre insieme a Meg perchè tutto è troppo semplice e scontato. Dall'inizio alla fine non si riesce ad entrare in empatia con i protagonisti, sia piccoli che adulti, a cui si aggiunge anche una scarsa cura degli effetti speciali e della CGI che in diverse scene mostra chiaramente che gli attori stanno recitando in un teatro di posa, venendo così meno a quel senso di verosimiglianza e credibilità propria di pellicole del genere. Ovunque si guardi all'adattamento di Ava DuVernay, si sente in maniera marcata e palese l'assenza del senso del magico e della magia favolistica che un film di tale portata doveva e poteva generare: la visione che ne deriva è così faticosa e a tratti anche noiosa, senza un briciolo di sapore fantastico che avrebbe preteso il film.

Nelle pieghe del tempo è così una colossale debacle costata 100 milioni di dollari, costo medio-alto di un cinecomics di casa Disney, che qui però non trova alcuna giustificazione, neanche per il cast, folto si ma assolutamente inefficace e sprecato.

Voto: 4

Read 1225 times Last modified on Thursday, 29 March 2018 13:21
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