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Monday, 19 March 2018 15:00

Arte, cinema, tecnologia e entertainment: Intervista di Cinetvlandia a Cosetta Lagani, direttore Artistico del Cinema d’Arte Sky Featured

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L'arte al cinema sta riscuotendo grande successo al box office e Cinetvlandia ha intervistato Cosetta Lagani, responsabile e Direttore Artistico del Cinema d’Arte Sky: arte, tecnologia e un nuovo approccio al mondo dell'entertaiment sono i segreti del successo.

Partiamo da una domanda molto generale: Com'è cambiato il genere documentaristico sull’arte negli ultimi 6-7 anni? come si spiega che il filone è effettivamente diventato un fenomeno di successo anche al box office cinematografico?

Direi che è totalmente cambiato! Quando abbiamo iniziato nel 2013 con il primo film d’arte per il cinema firmato Sky, Musei Vaticani 3D, il fenomeno dell’arte al cinema era appena iniziato (in Italia con Nexo Digital) ma riguardava essenzialmente le riprese di grandi mostre internazionali. Musei Vaticani 3D ha in qualche modo contribuito a cambiare tutto. Il connubio tra arte, cinema e tecnologia cinematografica più evoluta messa a servizio del racconto (e non utilizzata ‘fine a sé stessa’), tra autorevolezza e narrazione emozionale ed ‘universale’, sono stati come una “calamita”, attraendo nei cinema d’Italia e del mondo ad oggi già oltre 850mila persone che hanno visto i 5 film sinora da noi prodotti: un record assoluto per l’arte al cinema, ma anche un risultato significativo per la cinematografia italiana in Italia e all’estero. C’è un’evidente desiderio e richiesta ‘del bello’.

Quando ha capito che l'arte al cinema aveva successo e quanta soddisfazione c'è nell'essere promotrice e produttrice di film di questo genere?

L’esordio di successo in Italia e all’estero di Musei Vaticani 3D è stato il primo importante segnale, ma quei risultati straordinari potevano essere dovuti a molti fattori concomitanti. Analizzando e valutando i risultati italiani ed esteri ed elaborando i feedback ricevuti da tutto il mondo, abbiamo messo a punto la seconda produzione: Firenze e gli Uffizi. Un nuovo successo, anche maggiore del precedente. A questo punto era evidente che ci fosse una domanda ancora inevasa in tutto il mondo per poter ammirare il bello della nostra Italia, il suo inestimabile patrimonio artistico per la prima volta da protagonista assoluto al cinema! Per me è un grande onore e privilegio poter contribuire con questi film a far conoscere in tutto il mondo tutta questa bellezza, poterla raccontare trasmettendo elementi cognitivi, emozionali ed ‘universali’ al tempo stesso, coinvolgendo un pubblico di ogni estrazione e da ogni parte del mondo: tutta Europa, Nord e Sud America, Oceania, Asia e persino in Cina: un primato unico esordire nei cinema cinesi grazie ad un’innovativa programmazione culturale che ha portato i nostri film nei cinema delle 10 principali città cinesi registrando quasi ovunque il sold-out.

Come nasce un film sull'arte? Quali sono i tempi e costi di una produzione?

Il film nasce dalla scelta del soggetto, che deve essere in un certo senso ‘universale’, ovvero conosciuto in tutto il mondo, di modo da riuscire ad attrarre il pubblico nei cinema. A questo segue lo sviluppo del soggetto / il trattamento, che viene sempre fatto in coordinamento e con la supervisione del consulente scientifico del film: come raccontiamo l’artista, quali episodi di vita, quali opere e luoghi, da quali fonti attingiamo perché il racconto sia autorevole e quali delle molteplici interpretazioni seguiamo, quali gli equilibri narrativi tra narrazione scientifica ed emotiva, e quali gli equilibri e scelte rispetto ad un film che complessivamente può durare al massimo 85-90 minuti. Una volta scelti e bilanciati questi elementi, si redige la sceneggiatura. E in parallelo si parte con la pre-produzione, iniziando a contattare tutti i comuni, i musei, le istituzioni, i luoghi culturali, gli archivi coinvolti nelle riprese. Le riprese ci impegnano mediamente per 4/5 settimane. In questa fase c’è anche la valutazione con la società di produzione esecutiva, Magnitudo Film, dell’attrezzatura tecnologica da mettere in campo: siamo passati in questi anni dal 3D, al 4K all’8K e a seconda delle produzioni abbiamo messo in pista elicotteri, droni, russian arm, bracci da 50mt.

Molto impegnativa anche la fase di post-produzione, in cui per primi, con il team di Production & Creative Hub di Sky, abbiamo applicato evolute tecniche di lavorazione CGI, 3D e modeling delle immagini per trasformare l’esperienza delle opere da visiva a ‘fisica e quasi tattile’. I tempi variano dai 12 ai 24 mesi a seconda dei film. I budget sono molto più elevati di un documentario classico, molto vicini ai budget di un film.

Quanto la tecnologia ha giocato un ruolo in tutto il processo produttivo?

Fondamentale, come accennavo. Sin da subito abbiamo ritenuto che le tecnologie cinematografiche più evolute potessero davvero contribuire ad un racconto fortemente innovativo ed immersivo che valorizzasse ed enfatizzasse come mai prima l’impatto emotivo e cognitivo dell’arte. Sono film caratterizzati da innovazione e sperimentazione costante di linguaggi narrativi, visivi, tecnologici e di ricerca di equilibri narrativi e visivi tra l’approfondimento artistico autorevole e il coinvolgimento emotivo e ‘universale’, che un prodotto cinematografico largo e internazionale deve garantire.

Parlando di Caravaggio, come l'è venuta l'idea di alternare la parte documentarista con quella più artistica e poetica con l'attore che rappresenta lo stato d'animo del pittore e ha la voce di Manuel Agnelli?

Caravaggio è uno degli artisti più amati, ammirati e allo stesso tempo controversi e misteriosi, contemporanei e rock della storia dell’arte universale. Lo dimostrano tutte le iniziative di successo a lui dedicata, tra cui la recente mostra Dentro Caravaggio a Milano. Ed è stato anche molto amato dalla cinematografia.

Mi sono quindi domandata a lungo come raccontarlo in un modo ‘mai raccontato’, innovativo unico ed emozionale, mantenendo l’autorevolezza scientifica dei nostri film, che in questo film è garantita dalla consulenza scientifica del Prof. Claudio Strinati. Ci voleva qualcosa di diverso, di più intimo. Entrare nell’animo di Caravaggio, esplorarne i turbamenti in stretta connessione con le sue opere, mettere in luce tutta la sua contemporaneità. Con il regista e la sceneggiatrice abbiamo quindi ritenuto necessario sviluppare uno stile narrativo e visivo differente, per fornire agli spettatori un affresco di Caravaggio inedito, raccontando la sua vita e le sue opere in un modo assolutamente nuovo e potente, un cambio di rotta che parte dall’idea e dalla modalità scelta di narrare i moti del cuore e la psiche di Michelangelo Merisi, di entrare nella sua mente. Un Caravaggio rock.

Il film fa vivere in modo totalmente nuovo e mai visto la vita tormentata dell’artista e la sua propensione a vivere sempre sull’orlo dell’abisso, la costrizione e ricerca della libertà, il dolore, la passione, l’attrazione per il rischio, la ricerca della misericordia, fino alla richiesta di perdono e redenzione. E per esplorare questi stati d’animo dell’uomo Caravaggio, in linea con l’assoluta contemporaneità della sua arte e delle sue scelte artistiche, abbiamo deciso con il regista di rappresentare scene “fotografiche”, potenti, evocative e simboliche, in un contesto contemporaneo ed essenziale, mettendo in scena persone comuni e non attori, la cui interpretazione è talmente reale e senza filtri da trasportare lo spettatore in un luogo di sensazioni riconoscibili, da farlo entrare in contatto con l’uomo Caravaggio, e da divenire delle metafore della sua condizione esistenziale.

Sempre per affinità, abbiamo individuato in Manuel Agnelli la voce narrante dell’io interiore caravaggesco: anche Manuel come Caravaggio è un artista rivoluzionario, talentuoso e multiforme e che ha costruito la sua carriera sui contrasti.

Nel cinema di fiction gli attori sono le star e vengono tutelate e viziate sul set. Invece con i quadri e le opere d'arte in generale come ci si comporta? Quanto la produzione può lavorare a stretto contatto con l'opera stessa?

Nei nostri film i protagonisti assoluti sono i luoghi e le opere d’arte. Abbiamo oramai un rapporto di fiducia consolidato con le principali istituzioni museali in Italia. Per poter restituire il forte impatto visivo delle opere garantito nei nostri film, è fondamentale poter riuscire a riprenderle a distanza ravvicinata e da punti di vista inediti (penso ad esempio alle riprese ravvicinate della Pietà Vaticana effettuate oltre la teca o al ‘faccia a faccia’ del nostro braccio da 20mt con il David di Michelangelo o alle riprese della Vocazione di San Matteo di cui si riesce a vedere ogni singola pennellata). E’ chiaro che, a differenza dei set cinematografici classici, le attrezzature cinematografiche dei nostri set si muovono in mezzo ad opere di inestimabile valore. Per le quali ci vuole il massimo rispetto ed attenzione.

Quali sono le ragioni per cui ha scelto il regista Jesus Garces Lambert che, oltre ad avere un approccio documentaristico, ha avuto un occhio anche molto creativo ed artistico?

Ho conosciuto Jesus in occasione di un documentario che abbiamo realizzato con la Stand by Me sulla storia del cinema in 3D, che fu poi selezionato per il Festival di Venezia nella sezione Venezia Classici. Mi avevano colpito molto la sua creatività e visionarietà. Aspetti fondamentali per il film su Caravaggio che avevo in mente. Ed in effetti le soluzioni visive che ha portato al film sono straordinarie e molto innovative. Così come lo è la sceneggiatura di Laura Allievi.

E per il futuro cosa ci dobbiamo aspettare di vedere sempre nel segno dell'arte al cinema?

Intanto dopo l’affluenza da record (130mila persone, classificandosi come il documentario d’arte dei record: il più visto da sempre al cinema in Italia), Caravaggio l’anima e il sangue torna al cinema il 27 e 28 marzo. E poi siamo già al lavoro con il prossimo film per il cinema, il sesto firmato ‘Cinema d’Arte Sky’, ‘Michelangelo Infinito’ (con la regia di Emanuele Imbucci e coprodotto con Magnitudo Film) con Enrico Lo Verso ed Ivano Marescotti, che sarà al cinema nel corso del 2018.

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