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Tuesday, 05 April 2016 00:49

Festival cinema africano, Asia e America Latina 2016: progrmma di martedì 5 aprile, anteprima Stop di Kim Ki-Duk

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Dopo l'inaugurazione con il film di Kitano di ieri, entra nel vivo oggi martedì 5 aprile la ricca programmazione della 26° edizione Festival del Cinema Africano, Asia e America Latina (FCAAAL) 2016: il programma della giornata.

Evento centrale della giornata nella sezione fuori-concorso Flash, l'anteprima italiana di Stop, l’ultima provocazione di Kim Ki-Duk (ore 19.00 Auditorium San Fedele) che torna al cinema a basso budget con un film girato e montato da solo. Un eco-thriller sugli effetti di Fukushima, denuncia degli errori umani contro la natura.

Le conseguenze fisiche e soprattutto psichiche del disastro di Fukushima. Miki e Sabu sono una giovane coppia esposta alle radiazioni e subito evacuata a Tokyo. Miki scopre di essere incinta. Cosa fare del bambino? Tenerlo con rischio di malformazioni o abortire? Sofferenza, dolore, rabbia, violenza. Miki e Sabu si allontanano sempre di più, ognuno affronta la situazione a modo suo, ognuno si perde nelle proprie ossessioni.

La programmazione del festival prende il via alle ore 15.00. All'Auditorium San Fedele per il concorso Extr'A verrà proiettato Monte Gourougou di Bruno Rocchi, che documenta le condizioni di centinaia di migranti sub-sahariani che attendono la loro occasione alle porte della città di Melilla e Show All This to the World di Andrea Deaglio, un flusso di immagini raccolte senza filtro tra il 15 e il 16 giugno 2015 a Ventimiglia, quando la Francia aveva chiuso le frontiere ai profughi. Si prosegue alle ore 17.00 con Tjamparanjani di Miko Meloni, ambientato nell’isola di Pemba, in Mozambico, documenta la riscoperta della tradizione orale locale attraverso interviste a bambini e anziani e Su campi avversi di Andrea Fenoglio, Matteo Tortone, due storie parallele ambientate nei campi di Saluzzo che si sfiorano senza mai toccarsi. La serata dell'Auditorium San Fedele comincia alle ore 21.00 con la proiezione di due corti del Concorso Cortometraggi Africani (il nigeriano Ireti di Tope Oshin e il sudafricano Leemte di Louw Venter) e prosegue con il film del Concorso Lungometraggi "Finestre sul Mondo" Borders of Heaven di Fares Naanaa, discesa negli inferi di una coppia su cui incombe il peso della società tunisina di oggi e il senso di colpa.

Allo Spazio Oberdan si inizia alle ore 15.00 con i film della nuova sezione tematica “Designing Futures” che presenta in anteprima film che riflettono i movimenti rivoluzionari politici, sociali e artistici dell’Africa contemporanea attraverso la voce della nuova generazione di filmmaker metropolitani nati in Africa e cresciuti nel mondo. Opening Stellenbosch: From Assimilation To Occupation di Aryan Kaganof, presentato al festival in anteprima mondiale, indaga dietro le quinte dei dibattiti e dei processi decisionali del collettivo Open Stellenbosch, la nuova generazione arrabbiata di studenti del Sudafrica con l'obiettivo di cancellare gli ultimi segni evidenti di apartheid nel loro campus universitario. Con un tema affine, alle 17.00 la programmazione continua con l'anteprima italiana del senegalese The Revolution Won’t Be Televised della regista Rama Tiaw sulle proteste del 2011 del movimento studentesco "Y'en marre" (Non ne possiamo più), giudicato l'ago della bilancia nelle ultime elezioni senegalesi. Alle 19.00 sempre nella sezione Designing Futures verrà proiettato il film Black President di Mpumelelo Mcata che andrà ad indagare il "senso di colpa black" nelle opere degli artisti sudafricani per poi concludersi alle 21.00 con il cortometraggio Aya goes to the beach di Maryam Touzani e il lungometraggio in concorso Madame Courage di Merzak Allouache, storia di Omar, un giovane solitario e ribelle che vive di piccoli furti per le strade della periferia degradata di Mostaganem e per darsi forza, fa uso di Madame Courage, una sostanza psicotropa molto diffusa tra i giovani algerini.

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