Digitale terrestre

Friday, 09 December 2016 13:19

Lillo e Greg ospiti a Splendor su Iris

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Lillo e Greg saranno ospiti a Splendor, programma dedicato al cinema in onda su Iris sul digitale terrestre in chiaro.

Il 10 dicembre torna “Splendor – Suoni e visioni” per la puntata numero tredici, in onda alle 24 sul canale tematico di Mediaset in chiaro. Il giornalista e critico Mario Sesti continuerà questo viaggio con l’intenzione di creare armonica confusione tra cinema, teatro, musica, scrittura e momenti live, e questa volta lo farà con il duo comico Lillo e Greg presto al cinema con Natale a Londra - Dio salvi la Regina, l’attore Domenico Diele tra i protagonisti della terza stagione di “In treatment”, il regista di Assalto al cielo Francesco Munzi, il giornalista Andrea Guglielmino autore di “Antropocinema”, l’attrice Eleonora Giovanardi e ancora la cantautrice Erica Mou.

In Natale a Londra – Dio Salvi la regina (al cinema dal 15 dicembre distribuito da Filmauro), Lillo e Greg interpretano due pasticcioni alle prese con una bella chef stellata e invischiati in una sensazionale avventura che li porterà a rapire i  preziosissimi cani della Regina d'Inghilterra travolgendo così Buckingham Palace. “C’è stato concesso fin da subito di poter dire la nostra sulla storia, il film di quest’anno parte da una sceneggiatura di Volfango De Biasi (anche regista) ma noi non mettiamo da parte la nostra anima autoriale” ha spiegato Lillo, che con Greg si conobbe quando entrambi lavoravano alla casa editrice ACME come autori di fumetti comici: “Quando la casa editrice fallì decidemmo di lanciarci in nuovi progetti come la creazione del gruppo musicale ‘Latte & i Suoi Derivati’”. Alla base del loro lavoro c’è l’amore per la parola, in questo sembra molto più arguto Greg. “Mi piace giocare con i termini – ha spiegato quest’ultimo -, sulla trasformazione dei vocaboli e magari in alcuni casi noto dettagli che a Lillo sfuggono”. Insieme, oltre che sul grande e piccolo schermo, anche in teatro e in radio, i due hanno praticamente gli stessi gusti: “non litighiamo mai, in genere quello che facciamo ci appassiona molto – ha aggiunto Lillo – ma è sul palco che riusciamo ad esprimerci al meglio”.

Classe ’85, Domenico Diele ha deciso a diciotto anni di fare l’attore ed ha subito raggiunto il successo con ACAB - All Cops Are Bastards, in cui veste i panni di un giovane poco più che ventenne che entra in Polizia cercando un riscatto dal contesto disagiato da cui proviene. “È stato emozionante, circondato da persone di una professionalità straordinaria. Dopo quel ruolo in molti, come spesso accade, mi associavano ad Adriano e mi affidavano parti simili, ma era solo interpretazione, ero e sono molto diverso da quel personaggio”.  Un’altra notevole e apprezzata performance è stata quella in “1992” la serie televisiva sulla questione Mani pulite, ed è proprio alla terza stagione di un altro seguito serial che Diele dedica tutto il suo impegno: “Sono nel cast di ‘In treatment’, il mio è un personaggio molto complesso, un giovane che con l’aiuto del terapeuta (interpretato da Sergio Castellitto) dovrà superare e affrontare i disturbi derivati da un’infanzia complicata e da un rapporto familiare turbato”.

Francesco Munzi, sceneggiatore e regista, pluripremiato per la sua opera seconda Anime Nere – tra i tanti riconoscimenti il Premio Pasinetti, nove David di Donatello tra cui quello alla miglior regia e alla miglior sceneggiatura, ancora tre Nastri d’Argento – è tra gli ospiti della tredicesima puntata; proprio questo suo secondo lungometraggio è stato venduto in ben trenta Paesi che ne hanno lodato l’impresa rendendo questa storia di criminalità un successo internazionale inedito. Dopo Assalto al cielo, documentario sulle lotte politiche extraparlamentari negli anni compresi tra il 1967 ed il 1977, Munzi si sta dedicando alla scrittura di un giallo: “Sto scrivendo una storia ambientata in America, ma mi sto rendendo conto che c’è un filo che lo collega alle altre cose che ho fatto. Ho capito – ha confessato - che fare cinema è molto faticoso, sono lento perché devo essere convinto di tutto quello che lascio vedere. Anche per Assalto al cielo è stato così, volevo raccontare il mio rapporto con i ricordi di quel periodo nero per l’Italia, dopo l’uccisione di un politico democristiano vicino casa mia, con i bambini del palazzo giocavamo a guardie e brigadisti. Mi è tornata la voglia di andare alla fonte e cercare testimonianze dirette tra chi c’era”. Diviso in tre momenti, come una partitura musicale, il documentario è costruito esclusivamente con materiale documentario di archivio unendo memoria personale, storia, riflessioni e tanto altro ancora.

 

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