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Saturday, 14 October 2017 12:26

Trailers FilmFest 2017 a Milano: intervista a Nicola Maccanico sul presente e il futuro di Vision Distribution Featured

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Ieri abbiamo incontrato al Trailers Filmfest 2017 a Milano Nicola Maccanico, amministrato delegato della neonata casa di produzione e distribuzione Vision Distribution: ecco cosa ci ha detto sul suo nuovo incarico e sui prossimi progetti cinematografici legati al cinema italiano.

Domanda: Com'è nata l'idea di Vision Distribution?

Risposta: L'idea di Vision è nata con Sky nel rapporto con i produttori indipendenti, io ho sposato l'idea di Vision. Ciò nasce dall'esigenza di sky e i produttori indipendenti che ne sono soci di creare un cinema italiano più ampio e più forte, di costruire un cinema italiano che riannodi i fili con il pubblico e hanno pensato che stare insieme in un unica società poteva essere un modo per concentrarsi in maniera migliore sulla costruzione di un cinema di qualità. Io credo che abbiano ragione e quindi stiamo cercando di dimostrare che il loro pensiero e la loro visione ha un senso in un viaggio che è appena iniziato.

Domanda: Vision distribution è nata pochi mesi fa?

Risposta: L'azienda è stata creata lo scorso dicembre (2016) quindi è quasi un anno che esiste. Siamo usciti a ferragosto con Monolith, siamo adesso nelle sale con Nove lune e mezza e quindi sono ottimista. Vedo i prodromi per costruire un'azienda interessante per rilanciare il cinema italiano con progetti più grandi e ci dobbiamo lavorare e speriamo di essere all'altezza.

Domanda: I produttori associati in Vision Distribution si sono uniti per mettere al servizio le proprie peculiarità produttive o per altro motivo?

Risposta: Una delle caratteristiche dei produttori associati che si sono uniti a Sky è la loro scala e dimensione. Chiaramente per partecipare a questo progetto devi avere una dimensione strutturata e chiaramente i produttori come Sky hanno investito in questo progetto e questa è la caratteristica di fondo. Poi immagino, perchè io prima non c'ero, ci sono state discussioni in merito ma come succede poi in questi casi si parla e si trova una linea comune da seguire e si costruisce un'azienda. Però ripeto che sono cose che sono successe prima del mio arrivo, ma immagino che siano successe così. Quello che posso dire è quello che ho visto dopo il mio arrivo, c'è un grande spirito di corpo, desiderio di collaborare e di costruire un progetto comune veramente forte.

Domanda: Il progetto di Vision è di riportare il cinema nostrano in Italia e di renderlo forte da noi o di renderlo forte per esportarlo all'estero?

Risposta: Sono due cose che vanno insieme. Noi dobbiamo ricostruire successi forti sul territorio italiano e quindi abbiamo bisogno di una cinematografia che ha base in Italia per il mercato nostrano e che funzioni meglio. Ma il nostro obiettivo è anche quello di creare grandi film italiani che viaggino e che sia da un punto di vista di costruzione produttiva, fin da subito, possano avere partecipazioni straniere per andare oltre i nostri confini. Queste due cose dovranno funzionare insieme altrimenti non riusciremo ad innescare e innestare nel mercato cinematografico italiano quella forza fresca che secondo me è necessaria per riportare il pubblico a vedere nuovi film italiani, al di fuori di fenomeni nostrani che già esistono e vivono di forza propria e sono principalmente comici o autori. Noi vogliamo aggiungerne degli altri.

Domanda: qual'è la tua visione del cinema italiano, sta rinascendo?

Risposta: Secondo me ci sono due aspetti. C'è una grande energia innovativa, si percepisce il desiderio di autori, produttori, registi e filmmakers in generale di lavorare in maniera più approfondita ai progetti e di trovare strade nuove. Non si vede per ora un minimo rapporto con il pubblico, attualmente è al minimo storico. Se vediamo i dati di questo 2017 è abbastanza preoccupante, attualmente la quota di mercato del cinema italiano è intorno al 15%, siamo tornati alla dimensione del 2005 quindi la situazione da un punto di vista commerciale e di mercato è molto molto negativa. Si vedono, però, dei germi d'innovazione e questi vanno accompagnati ma soprattutto bisogna avere il coraggio di puntare in alto perchè per riaccendere la scintilla dobbiamo costruire delle cose grandi. La scintilla non la riaccendi con una cinematografia di medio/piccolo livello. 

Domanda: sono i nuovi trentenni e quarantenni che potrebbero dare la spinta?

Risposta: ma io credo che ci sia un tema dei trentenni e quarantenni nel rapporto con il cinema italiano e non solo, credo che quello sia un bacino di pubblico molto interessante ma non vanno dimenticati i giovani, i giovani vanno meno al cinema perchè scelgono solo certi film particolarmente attraenti. Ad oggi non ce ne sono nel cinema italiano, a parte poche eccezioni, io credo possiamo costruire film del genere per riportare anche quel pubblico in sala. 

Domanda: cos'ha in cantiere adesso Vision Distribution?

Risposta: Abbiamo l'opera seconda di Alessandro Gassmann, Il premio che uscirà il 6 dicembre. Il 1 gennaio Come un gatto in tangenziale, film di Riccardo Milani con Antonio Albanese e Paola Cortellesi, commedia divertente che mette in evidenza le distanze non posso creare problemi ma far ridere. Poi a febbraio con Sono tornato di Luca Miniero con Frank Matano che racconta la storia di Mussolini che si risveglia nell'Italia di oggi e mette in correlazione questo terribile personaggio della nostra storia con l'Italia odierna ed è una commedia intelligente che ci farà anche riflettere. 

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