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Sunday, 13 December 2015 17:58

Il ponte delle spie recensione: Spielberg torna alla Guerra Fredda con un pedone delicato e silenzioso come Tom Hanks Featured

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Esce appena prima delle festività di Natale al cinema il ponte delle spie di Steven Spielberg con Tom Hanks: Cinetvlandia ha visto in anteprima il film ambientato negli anni'60 a berlino in piena Guerra fredda. Ecco la nostra recensione.

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All'alba dei 70 anni il gigantesco maestro della cinematografia contemporanea si cimenta questa volta in uno spy movie investigativo ambientato a Berlino all'apice della Guerra Fredda tra Russia e Stati Uniti proprio durante la creazione di uno degli atti più cupi della storia dell'uomo, il Muro che divide la città dall'est all'ovest. Il cineasta americano si affida alla sapiente scrittura dei fratelli Coen, in collaborazione con Matt Charman, per la stesura della sceneggiatura che racconta un fatto realmente accaduto, il tocco elegante e per niente retorico si vede tutto. Con un passo delicato e silenzioso, come quello di Tom Hanks nel calpestare le strade innevate di Berlino, Spielberg racconta dall'interno la trattativa dello scambio di spie prigioniere da entrambe le parti, senza alcun clamore, grida o trionfalismi ma con tanta tensione per una vicenda che è simile per approccio e tatto ai passi silenziosi dell'avvocato che indaga silenzioso in una Berlino buia e coperta di neve sulle strade. 

Il film è strutturato in due parti, o meglio blocchi è il caos di dire: il primo di preparazione in cui si racconta la cattura delle spie scoperte nelle relative nazioni rivali; si fa conoscenza dell'avvocato James Donovan (Tom Hanks) tra il migliore del mestiere in America, il quale prima difende i diritti della spia russa e poi viene incaricato dalle massime autorità americane di riportare a casa il connazionale prigioniero dei comunisti a Berlino. E' qui che invece, in modo molto silenzioso ma dinamico inizia il secondo blocco de Il ponte delle spie, dove il protagonista "cammina" lungo il filo di un rasoio rappresentato dal Muro stesso, consapevole che qualunque mossa sbagliata pssa fare avrebbe delle conseguenze diplomatiche a dir poco nefaste. Dall'alto della sua esperienza l'avvocato inizia una spasmodica ricerca di salvare non solo la spia americana, ma anche un civile connazionale che è stato catturato dai Russi perchè fotografava la barriera di mattoni che avrebbe diviso la città in due, e per questo considerato pericoloso. I toni sono molto seri e cupi, non spensierati come in Prova a Prendermi sempre diretto da Spielberg, anche se un pizzico d'ironia al momento giusto viene utilizzata e le dinamiche per certi aspetti sono simili. La ricerca nel salvare il prigioniero è metodica e mirata, si assistere ad una partita di scacchi, dove gli avversari hanno anche loro pedine da muovere in modo altrettanto intelligente e per non essere sopraffatti. Nessuno vuole cedere, è piena Guerra fredda e si percepisce chiaramente, ma entrambe le fazioni vogliono portare in patria la propria spia per paura reciproca che "sotto tortura" cedano e svelino i segreti della nazione d'origine.

La regia di Spielberg è asciutta e precisa, non si perde in fronzoli o in retorica, muove i personaggi come pedine in maniera esemplare, si respira l'aria di Berlino di quei tempi, momenti veramente cupi della storia dell'uomo contemporaneo, e la sceneggiatura mai fuori psoto fa il resto in modo altrettanto esemplare. C'è però anche di più in questo film, non solo il desiderio di raccontare un fatto poco noto della Guerra fredda ma di far capire quanto sia importante rispettare i diritti di una persona anche in contesti di guerra così forti.

Il ponte delle spie è dotato di un ritmo lento, riflessivo, giusto così perchè in quel momento la storia che ora possiamo raccontare era appesa ad un filo che poteva riportarci all'età della pietra ed è quindi assolutamente giusto muoversi con lentezza e nervi saldi più che mai. Un manifesto di classe con il regista giusto, sceneggiatura giusta e un Tom Hanks molto ispirato e guidato con saggezza dall'amico e collega Spielberg. Un regalo di Natale da scartare sul grande schermo.

Read 1550 times Last modified on Monday, 21 December 2015 18:39

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