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Saturday, 11 October 2014 14:41

Babel film recensione: Brad Pitt e Cate Blanchett diretti da Iñárritu in un intenso dramma sociale e culturale

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Dopo l'attenzione, meritata e giustificata, ottenuta con Amores perros prima, e inseguito con 21 grammi, il regista messicano Alejandro González Iñárritu diresse nel 2009 Babel, un film drammatico asciutto e coinvolgente come i precedenti con protagoniste due star di Hollywood come Brad Pitt e Cate Blanchett.

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Raggiunta la fama, il regista non perse la strada, anzi conferma tutta la sua capacità di saper raccontare storie drammatiche facendo ruotare contesti e personaggi attorno ad un nefando episodio, riuscendo così a narrare perfettamente i contesti culturali e sociali in cui vivono i consapevoli e "inconsapevoli" personaggi. Questa volta Iñárritu prende e gestisce perfettamente due grandi star di Hollywood del calbro di Cate Blanchett e Brad Pitt, lì conduce in pieno deserto roccioso e durante un viaggio di riconciliazione tra i due personaggi, poiché il loro rapporto era in crisi, Susan (Cate Blanchett) viene involontariamente colpita da un proiettile di un fucile fatto esplodere da un ragazzo sulle montagne per colpa di una bravata. Ha così inizio il nuovo cubo di Rubik creato da Iñárritu che coinvolgerà contemporanemanete quattro nuclei differenti di persone: la coppia americana vittima dell'incidente in Marocco, una babysitter con due bambini in Messico, i due ragazzini colpevoli dell'incidente e la loro famiglia coinvolta, fino a giungere nell'esterno oriente giapponese con la storia di una ragazza sordomuta ed un padre cacciatore dal passato poco chiaro.

L'intenso intreccio inizia con quel maledetto colpo di fucile: il film è una perfetta raffigurazione di varie culture che si scontrano e si confrontano, con picchi molto forti, a dimostrazione di come in realtà il mondo sia non così tanto grande quanto possa sembrare- Inoltre dimostra quanto si possa essere involontariamente colpevoli di un evento nefasto. Il film è emotivamente molto coinvolgente, tiene lo spettatore con il fiato sospeso cercando di capire quale sarà la mossa successiva dei vari personaggi per fare quadrare perfettamente il mosaico. Se si vuole cercare proprio il pelo nell'uovo nel film Babel forse alcuni intrecci e personaggi - la ragazza giapponese e in parte il contesto messicano - possono sembrare marginali ma sono un occasione per raffigurare culture e società diverse dalla nostra per cui comunque utili e importanti. Il confronto con "21 grammi" è normale ed inevitabile, forse questo film risulta essere meno forte, meno duro e commovente perché meno intimo e crudo. C'è uno spiraglio di ottimismo di fondo, cosa che non c'era assolutamente nel precedente film del regista messicano. L'occasione cinematografica giusta per vedere e capire il mondo da diversi punti di vista.

Read 1349 times Last modified on Sunday, 04 January 2015 00:21

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