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Wednesday, 11 January 2017 00:43

Split di Shyamalan, recensione: thriller psicologico inquietante con un superlativo James McAvoy Featured

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Arriva questa settimana al cinema il nuovo atteso film thriller di M. Night Shyamalan, Split: Cinetvlandia l'ha visto in anteprima e vi propone qui di seguito la recensione.

Due indizi fanno una prova e con questo ultimo film possiamo dire che il cineasta d'origini indiane è finalmente tornato. Dopo The visit uscito l'anno scorso, Shyamalan torna con un thriller psicologico intenso tutto giocato su un unico meraviglioso attore, James McAvoy; il cineasta che si era fatto apprezzare tra inizio e fine millennio con i suoi inquietante thriller come Unbreakable, Il sesto senso, Signs e The Village, torna a fare cinema di quella tipologia, un film che ti inchioda alla sedia e che ti fa vivere un viaggio nella mente del protagonista. Come nel horror mockumentario The visit, anche nella nuova pellicola le location sono ridotte al minimo, in un appartamento principalmente e pochissime scene esterne: James McAvoy interpreta un pazzo affetto da molteplici personalità in costante conflitto tra loro. All'uscita del supermercato il giovane protagonista rapisce 3 ragazze e le rinchiude nel suo appartamento nascosto sottoterra, in quest'angusta abitazione il rapitore tirerà fuori tutte le sue personalità (con tanto di cambio di voce) e sarà difficile per le donne riuscire a trovare quella con cui parlare e poterne uscire indenne.

Il personaggio come il cinema di Shyamalan è materia di studio psicoanalitica non a caso nel film c'è proprio una psichiatra di nome Dott.ssa Fletcher che cerca di studiare il paziente in questione. Il suo cinema grazie una a una solida regia e una buona sceneggiatura riesci a fornire quegli stimoli fuori dal comune che la filmografia passata del cineasta aveva saputo dare allo spettatore. La partnership creativa  con la casa di produzione Blumhouse è stato un vero toccasana per il regista che può in questo modo dare sfogo alla sua genialità cinematografica e non dover rendere conto a esigenze da major mainstream; anzi proprio con la casa produttrice americana, specializzata in horror, il regista rischia molto e non ha paura di farlo. Visto il risultato finale, tutto ciò è molto interessante. In quasi due ore molto intense, non si hai mai la sensazione di sapere quello che sta per succedere ed è proprio questo il bello del cinema di Shyamalan, non sapere in quale direzione si sta andando, finale compreso assolutamente sorprendente (e che non vi vogliamo svelare per non bruciare la sorpresa). Ciò dimostra, ancora una volta, la spiccata e coraggiosa personalità del regista che si è rivolto al suo passato, al suo modo di fare cinema per tornare grande. Oltre all'intensità dell'atmosfera, dei protagonisti e del film stesso - non un horror in senso classico ma un thriller psicoanalitico - aver puntato tutto su un attore come James McAvoy che non aveva mai rischiato così tanto mettendosi a nudo sia fisicamente sia come attore, è stata una scommessa molto rischiosa vinta in maniera sorprendente, la cui interpretazione abbiamo potuto gustare in lingua originale. McAvoy interpreta diversi personaggi, ognuno ha una sua sfaccettatura e personalità e lo spettatore non può rimanere colpito dalla poliedricità della performance.

La parola split è un termine preso dal gioco d'azzardo, vuol dire dividere/separare e quindi giocare doppio, così anche il regista alza la posta e si prende numerosi rischi a partire dall'attore protagonista, il risultato è molto soddisfacente e morto inquietante. Ben tornato Shyamalan, il tuo cinema ne aveva bisogno e anche quello mondiale aveva bisogno di personalità e di rischi e la Blumhouse è il "terreno" fertile dove poter dare forma ai tuoi inquietanti pensieri e visioni.

Read 364 times Last modified on Wednesday, 11 January 2017 01:46

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