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Friday, 11 August 2017 13:39

Monolith film, recensione: la macchina VS la donna

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Esce al cinema questa settimana il film italiano, Monolith, tratto da una graphic Novel e un soggetto del fumettista Roberto Recchioni: Cinetvlandia l'ha visto in anteprima e vi propone qui di seguito la recensione.

Il recente cinema nostrano sta cercando nuove vie per esprimersi e scoprire, o meglio riscoprire, altre strade narrative e stilistiche per dare sfogo alla propria creatività, non solo ed esclusivamente con la commedia. E' in questo percorso che si può inserire la nuova pellicola di Ivan Silvestrini che dirige un atipico survivor movie, altruista vien da dire, dove troviamo come protagonisti principali un bambino e sua madre. Ambientato ai giorni nostri in America, Monolith è una macchina all'avanguardia dotata di ogni diavoleria tecnologica e di sicurezza per rendere il viaggio dei propri passeggeri confortevole e al riparo da ogni minaccia. Durante un'attraversata nel deserto americano Sandra (Katrina Bowden) rimane chiusa fuori dalla macchina e lascia al suo interno il figlio di due anni da solo, legato al proprio seggiolino. Inizia così per la giovane mamma un sfida con la tecnologica auto per liberare il proprio piccolo, e sarà pronta a tutto per raggiungere lo scopo, anche a costo della propria vita. Sandra farà appello a tutta la sua forza e caparbietà perchè sa che non ha molte ore a disposizione e la notte sta per incombere e potrà incontrare anche altri pericoli...  

Monolith è un film di genere piacevole e ben girato che trova nei suoi punti di forza, oltre alla protagonista, anche la regia e il montaggio che da alla pellicola il giusto tempo per non annoiarsi mai e farsi coinvolgere dalle disavventure della disperata e caparbia Sandra. Realizzato con una buona cura del dettaglio, sia visivo che narrativo, il film di Ivan Silvestrini (2night, Come non detto) riesce a creare quel giusto equilibrio tra azione e dramma, per circa 90 minuti, che si gustano dall'inizio alla fine. Tutto fila e ha un suo senso, cosa non scontata nelle pellicole del genere, e soprattutto si percepisce l'ansia e la paura della madre di poter perdere il figlio, imprigionato in Monolith che da macchina altamente sicura rischia di trasformarsi in una trappola mortale. A ben vedere come il film è sviluppato, era lecito aspettarsi anche un po' più di coraggio e di sangue, quello che nei survivor movie non manca mai e qua c'è proprio poco: magari una sferzata sul genere horror come il compianto Wes Craven insegnò con i suoi primissimi film (L'ultima casa a sinistra o Le colline hanno gli occhi) avrebbe dato un sapore ancora più sporco ed accattivante al film.

Monolith è nel suo complesso un film riuscito, fa ciò per cui è stato pensato e conferma che il cinema italiano sta ritornando ad avere una certa famigliarità con le pellicole di genere che andavano proprio di moda nel nostro paese negli anni'70 e '80. 

Read 79 times Last modified on Friday, 11 August 2017 14:33

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