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Thursday, 13 April 2017 17:57

Mal di pietre, recensione: quando l'amore brucia l'anima

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Stroncato all'ultimo Festival di Cannes, arriva sugli schermi italiani Mal di pietre, ultimo film di Nicole Garcia con Marion Cotillard: un melò tradizionale con qualche sorpresa. La recensione di Cinetvlandia.

Non è una novità che l’amore sia principalmente un fatto di testa. E Gabrielle non fa eccezione. Solo che nella sua testa l’amore brucia e si nutre della sua stessa carne. Siamo negli anni Cinquanta, nella campagna francese, e Gabrielle è figlia di una famiglia di agiati fattori. Divisa tra la voglia di fuggire e quella di vivere nella sua terra, la donna passa le giornate a immaginarsi amori grandi e assoluti che però condivide solo e soltanto con la sua fantasia. I genitori, preoccupati degli atteggiamenti sfrontati della figlia, decidono di darla in moglie a Jose, un onesto profugo spagnolo che lavora le loro terre: Gabrielle viene letteralmente venduta per denaro e un pezzo di terra. Il matrimonio viene vissuto da entrambi come un normale contratto e nel pieno rispetto delle regole. Quando però la donna andrà alle terme svizzere a curare il suo mal di pietre (dei calcoli renali), li troverà il vero amore: Andrè Sauvage, un affascinante tenente reduce della guerra d’Indocina debole e malato. I due vivranno una breve, intensissima, storia d’amore - una di quelle sognate da sempre da Gabrielle - e quando lei sarà dimessa perché guarita, trascorrerà il resto dei suoi giorni ad attendere l’amore promesso da Andrè al momento della partenza. Solo anni dopo, però, si scoprirà la realtà.
“Gabrielle vive al crocevia tra un mondo all’antica e un periodo di grandi speranze e libertà - racconta la regista Nicole Garcia (L’avversario e Quello che gli uomini non dicono) - M’interessano i personaggi femminili che possiedono questa dimensione poetica così entusiasmante e vibrante. C’è qualcosa nella pazzia delle donne che mi affascina, sopratutto quando vi è in loro una sorta di fragilità, oltre che il potenziale perché essa possa sgorgare fuori, sebbene a volte si rischi la catastrofe”.
Mal di pietre, tratto dal romanzo di Milena Agus (vero e proprio caso letterario prima francese e poi italiano con oltre 150 mila copie vendute), è un melò tradizionale che ha nella sua collocazione temporale - gli anni Cinquanta appunto - la parte più interessante, dal punto di vista narrativo: anni di trasformazioni, rivoluzioni che sarebbero venute da li a poco e che la protagonista vive metaforicamente sulla sua pelle. Per il resto, il racconto fila come nella più classica delle strutture di genere. Marion Cotillard interpreta un personaggio nelle sue corde, non aggiungendo nulla più a una carriera già ben affermata, così come Louis Garrel si limita a far recitare il pallore e il languore del suo personaggio. La sorpresa è invece Alex Brendemuhl, intenso e dolorosamente dignitoso nella parte di chi la storia solo apparentemente è destinato a subirla.

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