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Friday, 11 August 2017 11:32

Festival Locarno 2017: 9 Doigts (9 Fingers) recensione

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Tra i film in concorso alla 70°edizione del festival di Locarno 2017 c'è anche l'ambizioso 9 Doigts (9 Fingers) di F.J. Ossang: Cinetvlandia l'ha visto e vi propone qui di seguito la recensione.

E' notte, un bianco e nero di vecchia memoria riprende un uomo senza documenti d'identità recuperare da un cadavere una busta con una mazzetta di soldi. A dagli la caccia c'è la polizia e come se non bastasse anche una banda di loschi individui, i quali lo raggiungeranno e lo cattureranno facendolo ostaggio sulla propria nave in partenza. Al protagonista Magloire (Pascal Greggory) per sopravvivere non resta che come unica scelta quella di diventare complice della banda e cercare, nel viaggio che lo porta verso i mari e le terre più sperdute, una via di fuga per salvarsi, ma l'impresa non sarà per niente facile e metterà a dura prova le capacità psicologiche dell'ostaggio.

Il regista F.J. Ossang affronta il concorso della 70°edizione del festival di Locarno con una pellicola ambiziosa, coraggiosa e molto difficile, poichè è dotata di una sceneggiatura complicata che verte, non solo nello sviluppo della trama, ma anche nei contenuti con dialoghi filosofali ed esistenziali molto fitti, a volte logorroici, che rischiano di far naufragare la nave su grande schermo e lo spettatore che osserva. L'ambizione è anche nel registro cinematografico adottato che riporta alla memoria pellicole noir degli anni'40 e '50, tra le quali anche quelle di Orson Welles, il cui confronto è assai pericoloso e letale. Il cineasta francese non è all'altezza del maestro americano ma ha comunque la capacità di riproporre un film con quelle caratteristiche visive, elemento già di per se apprezzabile ed interessante. Il bianco e nero usato per le inquadrature è di quell'epoca, oltre all'uso di chiaroscuri e una fotografia che non si vedeva su grande schermo da oltre 70 anni. L'aspetto stilistico della regia è sicuramente la cosa migliore del film che però ha un cast non sempre all'altezza: si nota una grande differenza di capacità attoriali tra i personaggi principali e quelli secondari, alcuni dei quali veramente fuori parte.

9 Doigts (9 Fingers) risulta così un film ambizioso e a tratti anche arrogante, più nelle parole che nelle immagini che scorrono, perchè non è sempre facile e chiaro capire i discorsi che vengono fatti sulla nave e percepire così i pensieri e le scelte dei vari personaggi. A rendere di non semplice e limpida comprensione sono le conversazioni sempre più metafisiche, tanto più la nave va allargo e si trasforma in una nave fantasma: destino, vita e morte sono sempre più argomenti in confronto e di natura "nobile" ma molto difficile da seguire nei contorti ragionamenti dei navigatori. Un film che osa e che rischia di fare la fine di Icaro, ma da apprezzare per il coraggio e la regia d'autore di altri tempi e di altro cinema. Unico nel bene e nel male.

Read 41 times Last modified on Friday, 11 August 2017 12:15

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