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Thursday, 01 March 2018 08:52

Rassegna Nuovo Cinema Israeliano 2018 a Milano: programma dell'11°edizione allo Spazio Oberdan 3-8 marzo

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Al via dal 3 all'8 marzo 2018 al Cinema Spazio Oberdan di Milano l'11°edizione della rassegna Nuovo Cinema Israeliano, prodotta dalla Fondazione Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea, in collaborazione con Fondazione Cineteca Italiana ed il Centro Ebraico Italiano Il Pitigliani: tutti i film in programmazione.

Tredici lungometraggi e 9 cortometraggi, tutti inediti per Milano. I titoli: The Women’s Balcony, commedia di incredibile successo in Israele e in vari festival internazionali, in cui la religione e la tradizione si incontrano e spesso entrano in conflitto; Don’t Forget Me, Miglior film, miglior attore protagonista e miglior attrice al Torino Film Festival 2017; Foxtrot, uno dei titoli in assoluto più apprezzati all’ultima Mostra del Cinema di Venezia; Harmonia, in cui il regista Ori Sivan riporta ai giorni nostri la storia di Abramo, Sara e Hagar; Holy Air, originale spaccato in forma di commedia delle diverse culture che animano la società israeliana; Shalom Italia, in cui la giovane regista Tamar Tal, già nota al pubblico per il suo commovente Life in Stills, accompagna tre fratelli ormai anziani nel loro viaggio in Italia alla ricerca del nascondiglio che li salvò dalle deportazioni durante la Seconda guerra mondiale; Photo Farag, documentario in cui Kobi Farag ricompone la storia della sua famiglia ebraico-irachena che, immigrata in Israele negli anni ’50, fondò un’azienda fotografica protagonista nella storia dello Stato Ebraico; Ben Gurion, Epilogue, documento storico straordinario di Yariv Motzer, che assieme alla produttrice Yael Perlov ha scoperto nell’Archivio Spielberg di Gerusalemme una lunga intervista inedita a David Ben Gurion nell’ultima stagione della sua vita; Invisible in Mosul, magnifico reportage che ci racconta la guerra in Iraq contro l’ISIS realizzato da Itai Anghel, l’unico giornalista israeliano, ed ebreo, che sia riuscito a spingersi sino alle prime linee senza rivelare la sua identità.

In programma anche due titoli di produzione americana: la commedia classica The Pickle Recipe e On the Map, avvincente documentario prodotto da Nancy Spielberg su una delle pagine più importanti della storia e dello sport israeliano. Segnaliamo ancora Iom Romi, documentario poetico e delicato sulla bimillenaria storia della comunità ebraica di Roma, e il film di animazione The Legend of King Solomon, opera per tutte le età firmata dal grande maestro Hanan Kaminski che, ispirandosi ai racconti di Chaim Nahman Bialik, riprende la storia del Re Salomone lanciando un messaggio di pace tra i popoli.

Infine, un intero pomeriggio sarà dedicato alla produzione artistica giovanile con Travelers, cinque brevi documentari su Gerusalemme, in cui la città si rivela attraverso le voci di identità e religioni diverse, e con tre cortometraggi di Nathan De Pas Habib, giovane regista e attore della comunità milanese. I film saranno introdotti da Ariela Piattelli (Direzione artistica Nuovo Cinema Israeliano), Sara Ferrari (Direzione scientifica Nuovo Cinema Israeliano), e dall'autore Daniel Fishman. Interverranno i registi Tamar Tal Anati (Shalom Italia) e Itai Anghel (Invisible in Mosul).

 

CALENDARIO PROIEZIONI

Sabato 3 marzo ore 21.15 The Women’s Balcony

R.: Emil Ben-Shimon. Sc.: Shlomit Nehama. Mont.: Einat Glaser Zarhin. Fotografia: Ziv Berkovich. Musica: Ahuva Ozeri, Shaul Besser, Int.: Evelin Hagoel, Igal Naor, Orna Banay, Einat Sarouf. Israele, 2016, 96’, v.o. ebraico, sott. it.

Gerusalemme. La vita tranquilla della coppia Etty e Tzion e della loro comunità viene sconvolta quando durante una festa di Bar-Mitzvah crolla il matroneo della sinagoga. Senza il suo luogo d’incontro, la comunità entra in crisi. Per motivi economici e burocratici i tentativi per ricostruire il matroneo falliscono, finché un giorno arriva un giovane e carismatico rabbino che propone un piano di ristrutturazione. Egli incomincia a spingere la comunità verso uno stile di vita religioso molto rigido, creando conflitti tra gli uomini e le donne della comunità. Etty e le altre donne si ribellano perché vedono minare le loro tradizioni e la tranquillità in cui hanno sempre vissuto. Women’s Balcony, che è stato presentato nei festival di cinema ebraico di tutto il mondo, è un’esilarante commedia che offre molti spunti di riflessione.

Domenica 4 marzo ore 15 The Legend of King Salomon

R.: Albert Hanan Kaminsky. Sc.: Gyula Böszörményi, A. Hanan Kaminski. Mont.: Arik Lahav Leibowitch. Int.: Voci: Oded Menashe, Eden Harel, Hana Laslau, Ori Pfeffer, Ohad Shachar, Ruth Assarsai, Albert Cohen, Gilad Klette. Israele, Ungheria, 2017, 80’, animazione, v.o. ebraico, sott. it.

Divertente ed originale versione della storia di Re Salomone in cartone animato. Salomone è un teenager e si infatua della regina di Saba, arrivata a Gerusalemme sul suo elefante. Peccando di leggerezza e arroganza nonché per impressionare la regina, che pensa solo al suo make-up, Salomone libera il re dei demoni Asmodeo, che era stato imprigionato da Re David. Così il giovane inizia un percorso iniziatico, tra mille avventure, e conosce la bella principessa Na’ama di cui si innamora. Il film, adatto a tutte le età, affronta, attraverso un racconto avvincente, i temi della convivenza tra culture diverse e del passaggio dalla giovinezza all’età adulta. Introduce Ariela Piattelli.

Domenica 4 marzo ore 17 Shalom Italia

R. e sc.: Tamar Tal Anati. Mont.: Boaz Lion. Fot.: Emanuelle Mayer. Musica: Kobi Vitman. Israele, Germania, 2016, 70’, v.o. ebraico/ing. sott. it.

Tre fratelli ebrei israeliani di origine italiana partono per un viaggio attraverso la Toscana, in cerca della caverna in cui da piccoli si erano nascosti per scappare dai nazisti. La loro avventura, piena di umorismo, cibo e paesaggi toscani, si muove tra storia e leggenda. La regista Tamar Tal che ha già conquistato l’attenzione del pubblico internazionale con Life in Stills, torna sul grande schermo con un commovente e profondo ritratto di memoria e di storia. A seguire, Conversazione con Tamar Tal Anati, Emanuel Anati, Ariela Piattelli.

Domenica 4 marzo ore 19 Ben Gurion, epilogue

R. e sc.: Yariv Mozer. Musica: John Keltonic. Israele, Francia, 2016, 55’, v.o. ebraico/ing. sott. it.

Per anni è rimasta sepolta nell’Archivio Spielberg di Gerusalemme una lunga quanto inedita intervista al padre dello Stato di Israele, David Ben Gurion. E’ il giovane americano Clinton Bailey ad intervistarlo, nel 1968 a Sde Boker, il kibbutz dove il leader vive da anni. Ormai fuori dalla scena politica, il grande statista guarda alla storia agli eventi che lo hanno visto protagonista, tracciando la sua visione sul futuro di Israele, che ha il sapore della profezia. Yariv Mozer e Yael Perlov riportano alla luce un pezzo di storia componendo e rivelando un ritratto mai visto di Ben Gurion nell’ultima stagione della sua vita.

Domenica 4 marzo ore 21 Holy Air

R. e sc.: Shady Srour. Mont.: Naaman Bishara. Fot.: Daniel Miller. Musica: Habib Shehadeh Hanna. Int.: Shady Srour, Laetitia Eido, Shmulik Calderon, Tarik Copti, Dalia Okal, Byan Anteer.

Israele, 2017, 81’. Adam è un arabo cristiano che vive a Nazareth - membro di una minoranza “in via di estinzione” nella “Terra Santa” e nel Medio Oriente. Sua moglie Lamia è forte, bella e progressista e dirige una fondazione per i diritti delle donne. Quando Adam apprende che Lamia è incinta, fa un bilancio della sua vita e si sente un fallito. Un giorno ha un’idea e sente finalmente di poter risolvere i suoi problemi economici con un’impresa geniale: cosa c’è di meglio che vendere l'aria stessa della Terra Santa che ha respirato la Madonna?

Lunedì 5 marzo ore 17 Photo Farag

R.: Kobi Farag. Sc.: Gidi Weitz, Morris Ben Mayor, Kobi Farag. Mont.: Morris Ben Mayor Fot.: Roy Farag. Musica: Avi Belleli. Israele, 2016, 77’, v.o. ebraico, sott. it.

Coinvolgente ed emozionante storia di una famiglia ebraico-irachena che diventò famosa in Israele. Immigrata in Israele da Baghdad negli anni Cinquanta, la famiglia Farag fondò un’azienda di fotografia di enorme successo. Basato su affascinanti interviste e materiali d'archivio, Photo Farag esplora le vicende di una famiglia che ha lasciato il segno nella società israeliana. Il più giovane membro dei Farag, il regista Kobi, indaga sulla sua storia, scavando in archivi privati e cercando di risolvere enigmi e misteri.

Lunedì 5 marzo ore 19 On the Map

R. e sc.: Dani Menkin. Mont.: Chris Callister, Drew Lahat. Int.: Tal Brody, David Stern, Bill Walton. USA, 2016, 85’, v.o. ebraico/ing., sott. it.

Il documentario narra la storia della partita di basket entrata nel mito dello sport tra Maccabi Tel Aviv e la squadra dell’armata rossa CSKA Mosca nel Campionato Europeo di Pallacanestro del 1977, in piena Guerra Fredda. La vicenda ebbe luogo quando la società israeliana era ancora scossa dalla guerra del Kippur del 1973, il massacro alla Olimpiadi di Monaco di Baviera nel 1972 e il dirottamento del volo Air France nel 1976. Attraverso le testimonianze dei giocatori e delle immagini d’epoca, On the Map racconta una storia che va ben oltre lo sport: quando la squadra israeliana vinse inaspettatamente, il giocatore Tal Brody commentò la vittoria con la sua famosa frase "Siamo sulla mappa", celebrando il risultato sportivo ma anche storico e politico.

Lunedì 5 marzo ore 21.15 The Pickle Recipe

R.: Michael Manasseri. Sc.: Sheldon Cohn, Gary Wolfson, Michael Manasseri. Mont.: Stewart Shevin. Fot.: Geoff George. Musica: Michelino Bisceglia. Int.: Jon Dore, Eric Edelstein, David Paymer, Lynn Cohen. USA, 2016, 97’, v.o. ing., sott. it.

Joey Miller è un DJ, re indiscusso delle feste a Detroit. È anche un padre single e con molti debiti. Ad aggravare la situazione tutte le sue preziose apparecchiature per il suono e l’illuminazione vengono distrutte in un incidente. Come se non bastasse, mancano solo quattro settimane al Bat-Mitzvah della figlia Julie. Così, Joey si rivolge allo zio Morty che accetta di dargli i soldi di cui ha bisogno a condizione che lui rubi la cosa più preziosa della nonna Rose: la famosa ricetta dei cetriolini sottaceto. Una ricetta che lei ha promesso di portarsi nella tomba.

Martedì 6 marzo ore 16 I cortometraggi della Malagrana Film Citofono Malagrana (Malagrana Film, Italia, 2016, 7’) Come si dice (Nathan De Pas Habib, Italia, 2017, 8’) Come la fece Mosè (De Pas/Marino, Italia, 2017, 1’) Orange (Giulio Zonescuti, Italia, 2017, 13’) Ingresso libero

 

Martedì 6 marzo ore 17 Travelers - 5 cortometraggi R.: Erik Hir, Rachel Kim, Anna Kiràly, Hannah Skolnick, Naphtali Rosenberg. Mont.: Tal Aharonov, Ashma Pokharel, Marie-Denise Maitrot, Arielle Elizabeth, Michelle Blue. Fot.: Yarden Zahav, Cecilia Brunelli, Magdalena Mazur, Jonathan Meiri, Bailey Softness. Israele, 2017, 50’, v.o. ing. sott. it.

HaMavdil Sguardo sul Machane Yehuda, lo storico mercato di Gerusalemme, che alterna la sua quotidianità ordinaria con la vita notturna animata da giovani provenienti da tutto il mondo.

Jerusalem, if I forget you Provenienze, stili di vita e religioni diverse si traducono nei graffiti realizzati sui muri di Gerusalemme. Il film esplora le vite degli artisti di strada e dei loro segni lasciati sulla città antica.

Outsider La storia di un giovane che ha lasciato la comunità ebraica ultra-ortodossa in cui è cresciuto. Il film esplora la nuova vita del protagonista nella società moderna e secolare.

How to ride an elevator on Shabbat Le comunità religiose e le comunità LGBTQ + in Israele si incontrano raramente ma Nadav è gay e osservante. Passati i turbamenti dei vent’anni, il matrimonio e, poco dopo, il divorzio, Nadav è diventato il leader della LGBTQ + Open House di Gerusalemme. Il film esplora il tema del rapporto tra identità religiose e sessuali.

Habesha Habesha è il ritratto della comunità ebraica-etiope di Gerusalemme composto attraverso interviste e dialoghi. Il corto si snoda attraverso il racconto delle difficoltà che hanno dovuto affrontare per incominciare la loro nuova vita in Israele e dei successi raggiunti col tempo. A seguire dibattito con Sara Ferrari. Presenti Nathan De Pas Habib e Malagrana Film. Al termine, breve introduzione a Gimme5 e aperitivo offerto da AcomeA.

 

Mercoledì 7 marzo ore 16.30 The Women’s Balcony Replica

Mercoledì 7 marzo ore 18.30 Ion Romì

R.: Valerio Ciriaci. Italia, 2017, 30’.

Una giornata nella vita della comunità ebraica contemporanea di Roma, che per secoli ha vissuto in un limbo, tra persecuzioni e integrazione. Essendo l'unico gruppo culturale della città che può vantare una ininterrotta linea di discendenza dai tempi dell'impero, gli ebrei romani hanno alimentato rituali e tradizioni uniche al mondo. Dall'alba al tramonto, attraverso le voci di diversi personaggi che vivono e lavorano nello storico quartiere del Ghetto, il film racconta la storia di una comunità fortemente indipendente e al tempo stesso spiccatamente romana. Iom Romì è stato prodotto in concomitanza all'apertura del The Rome Lab, uno spazio espositivo-didattico a New York, presentato dal Centro Primo Levi e dal Museo Ebraico di Roma, che offre una finestra sulla storia degli ebrei romani e sulla relazione lunga ventidue secoli tra Roma e Gerusalemme. A seguire, breve introduzione alla cucina ebraica a cura di Benedetta Jasmine Guetta (sito web Labna) Al termine, degustazione/aperitivo a cura di Labna.it

Mercoledì 7 marzo ore 20 Ben Gurion, epilogue Replica

Mercoledì 7 marzo ore 21.30 Don’t Forget Me

R.: Ram Nehari. Sc.: Nitai Gvirtz. Int.: Nitai, Gvirtz, Moon Shavit, Eilam Wolman. Israele, Francia, Germania, 2017, 87’, v.o. ebraico, sott. it.

Tom, anoressica e cinica, è ricoverata in una clinica per disturbi alimentari. Neil, psicotico e sensibile, va e viene da un ospedale psichiatrico. Lei nasconde il cibo e cerca di evadere, lui compra una tuba nuova e cerca un gruppo in cui suonarla. Diplomato al conservatorio di Amsterdam, dove è cresciuto, Neil incontra Tom durante una visita fortuita, fanno sesso sbrigativo, fuggono dalla finestra ed errano senza meta per le strade di Tel Aviv. Neil vorrebbe portare Tom in torunée a Berlino, Tom invita Neil a cena dai suoi. Ma la cena si rivela un errore e i due ragazzi cercano rifugio nei loro deliri. Chiusi dal di dentro ma insieme. A loro modo. Miglior film, miglior attore protagonista e miglior attrice al Torino Film Festival 2017.

Giovedì 8 marzo ore 17 Harmonia

R. e sc.: Ori Sivan. Mont.: Ayelet Gil-Efrat. Fot.: Yaron Scharf. Musica: Yaniv Fridel e Ofer (OJ) Shabi. Int.: Tali Sharon, Alon Moni Aboutboul, Yana Yossef, Ali Suliman, Itai Shcherback, Tamir Tavor, Liron Amram. Israele, 2016, 97’, v.o. ebraico, sott. it.

Harmonia è un adattamento moderno della storia di Abramo, Sarah e la giovane Hagar. Sarah è arpista nella Filarmonica di Gerusalemme; Abramo è il suo “onnipotente” direttore. Hagar, una giovane musicista di Gerusalemme Est, si unisce all’orchestra ed incontra Sarah, con cui presto stringe un'amicizia unica. Sarah non può aver figli, così Hagar si offre di dargliene uno, minando l'equilibrio già molto precario della famiglia. La nascita di Ben, che diventerà un geniale pianista, darà vita ad un drammatico scontro tra le madri.

Giovedì 8 marzo ore 19 Invisible in Mosul

R.: Itai Anghel. Israele, 2017, 55’, v.o. ebraico/ing., sott. it.

Itai Anghel è l’unico giornalista israeliano ad aver documentato la guerra in Iraq sino a spingersi nelle prime linee dei combattenti contro l’ISIS a Mosul. Nel documentario Anghel, senza rivelare la sua identità, si unisce con coraggio ai corpi speciali dell’esercito iracheno che avanzano verso Mosul sotto il fuoco nemico dell’ISIS e dei suoi terroristi suicidi. Invisible in Mosul va oltre i combattimenti, toccando i destini delle persone che vivono, tra orrori e sofferenze, prigioniere del Califfato. Mentre nel resto del mondo si festeggia l'inizio della fine dell'ISIS, la prospettiva degli abitanti di Mosul è molto più triste e realistica. Prima della proiezione, Stefano Jesurum intervista il regista Itai Anghel.

Giovedì 8 marzo ore 21.15 Foxtrot

R. e sc.: Samuel Maoz. Int.: Lior Ashkenazi, Sarah Adler, Dekel Adin. Israele, Germania, Francia, 2017, 113’, v.o. ebraico. sott. it.

La guerra non si combatte solo sul campo di battaglia, ma anche tra le mura casalinghe, dove ogni genitore attende angosciato il ritorno del figlio. La morte è una presenza costante in Foxtrot, una tragedia in tre atti che unisce stili diversi in un tripudio di musiche e colori. Il regista Samuel Maoz gira un film coraggioso, intimista, che non ha paura di attaccare una società fondata sulla violenza. Lui è stato un carrista nel 1982, durante l’invasione del Libano da parte di Israele, come ci aveva raccontato con Lebanon. Questa esperienza di gioventù, l’ha reso un militante che usa la macchina da presa per denunciare l’assurdità di ogni conflitto. I soldati vivono in un mondo surreale, in un posto di blocco ai confini della realtà. Dormono in un container che ogni giorno sprofonda nel fango di qualche centimetro in più, e quasi non comunicano tra loro, alienati dalle mansioni quotidiane. Una lattina di birra può trasformarsi nel pretesto per scatenare l’impossibile, e spesso l’unico ad attraversare il checkpoint è un cammello, l’allegoria di un destino che attende beffardo all’entrata. La prima parte affronta il dolore, la tenebra che avvolge una famiglia dopo aver scoperto che il loro Jonathan non c’è più. Michael, un architetto israeliano di successo, è disperato. La sua bella casa non lo lascia respirare e la macchina da presa lo stritola in lunghi primi piani. La moglie Dafne quasi non capisce, è confusa: perché Israele, la sua patria, le ha inflitto questa pena? Che senso ha combattere? Le nostre esistenze sono come il foxtrot, ci spiega il protagonista e, nonostante tutti gli sforzi, si torna sempre al punto di partenza.

 

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