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Sunday, 15 April 2018 12:16

Lucca Film Festival e Europa Cinema 2018: Tutti i vincitori della 14°edizione

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Si chiude oggi la 14°edizione del Lucca Film festival e Europa Cinema 2018: ecco tutti i vincitori delle varie categorie della kermesse cinematografica.

È il brasiliano The Cannibal Club di Guto Parente (recensione) il film vincitore del Concorso Internazionale dei lungometraggi del Lucca Film Festival 2018. Il premio (3.000 euro) per il Miglior Lungometraggio è stato assegnato dalla giuria, composta dai registi Daniele Gaglianone, Irene Dioniso e Paola Randi. “Per la feroce ironia - si legge nelle motivazioni della giuria - con la quale racconta la violenza del potere utilizzando il genere horror come chiave di lettura della realtà”. I protagonisti del film sono una coppia molto ricca che organizza fastose cene sul proprio yatch in cui offre ai propri ospiti carne umana: una metafora horror che affronta da un punto di vista inedito la situazione politica del Brasile.

Gutland (Germania, 2017) di Govinda Van Maele vince il premio Miglior Lungometraggio assegnato dalla giuria studentesca, composta da studenti proveniente da tutte le università d’Italia. Il film è un noir rurale ambientato in un piccolo paesino della campagna tedesca, che viene sconvolto dall’arrivo di uno sconosciuto che farà emergere segreti nascosti nel passato.

Verdetto unanime invece per la giuria studentesca e per quella di qualità, composta dal regista Luca Ferri, la visual artist e disegnatrice Laurina Paperina e Astra Zoldnere, regista e curatrice del 2Annas Riga International Film Festival. Il vincitore del premio per il Miglior Cortometraggio (500 euro), e per il Miglior Cortometraggio – giuria studentesca, è lo spagnolo Hoissuru (Spagna, 2017) di Armand Rovira. “Un film in bianco e nero meravigliosamente realizzato, che unisce musica, poesia, dramma e misticismo” – leggiamo nelle motivazioni – “Un film che coniuga perfettamente da un lato il racconto del mondo dell’arte contemporanea, e dall'altro il ricordo di grandi maestri del cinema come Bergman e Chris Marker. Mostrandoci una visione personale e decisamente indipendente Arman Rovira porta lo spettatore in un’altra dimensione”.

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