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Thursday, 22 March 2018 09:48

FAAAL - Festival Africano d’Asia e America Latina 2018 arriva per un weekend a Torino

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In arrivo questo weekend a Torino al cinema Massimo una selezione di film dal FAAAL - Festival Africano d’Asia e America Latina 2018 che si sta svolgendo a Milano: Inaugura No Bed of Roses di Mostofa Sarwar Farooki, tutti i film in visione.

I film selezionati saranno proiettati da venerdì 23 a domenica 25 marzo 2018 al Cinema Massimo. Nell’ambito del progetto Pianeta Africa, il Museo Nazionale del cinema di Torino porta avanti la preziosa collaborazione con il Festival del Cinema Africano, d’Asia e America Latina per proporre alcuni film - africani e non - appena presentati nelle giornate milanesi. Tra i film scelti I Am Not a Witch della regista zambiana Rungano Nyoni, Une saison en France, primo film europeo del ciadiano Mahamat-Saleh Haroun e l’egiziano Poisonous roses di Ahmed Fawzi Saleh, per parlare solo del grande continente.

Venerdì 23 marzo alle ore 21.00, si inaugura la tre giorni con la proiezione di No Bed of Roses di Mostofa Sarwar Farooki. Dopo il film il regista risponderà alle domande del pubblico in sala.

La rassegna fa parte di Pianeta Africa, manifestazione organizzata dal Museo Nazionale del Cinema sin dal 2010, la cui finalità principale è quella di mettere il continente africano al centro di una riflessione attenta e partecipata da più soggetti e insieme creare uno spazio dove agevolare l’incontro delle due culture, salvaguardandone le rispettive identità.

Calendario delle proiezioni

Ven 23, h. 21.00

Mostofa Sarwar Farooki No Bed of Roses (Bangladesh 2017, 85’, DCP, col., v.o. sott.it.) Javed Hasan, un famoso regista, sta vivendo un periodo di crisi in cui sia il suo lavoro che il suo matrimonio sono messi in discussione. L’uomo si innamora di un’amica della figlia e, quando la notizia si diffonde, scoppia lo scandalo. Ispirato ad una storia vera. – Al termine incontro con il regista Mostofa Sarwar Farooki.

Sab 24, h. 16.00

Rungano Nyoni I Am Not a Witch (Gb/Francia/Germania 2017, 93’, DCP, col., v.o. sott.it.) In seguito ad un banale incidente occorsole nel suo villaggio zambiano, la piccola Shula viene accusata di stregoneria. Processata, viene condannata all’esilio e rinchiusa in un campo nel mezzo del deserto. Qui dovrà imparare a vivere secondo nuove regole.

Sab 24, h. 18.00

Mahamat-Saleh Haroun Une Saison en France (Francia 2017, 100’, DCP, col., v.o. sott.it.) Abbas, un insegnante di francese, ha lasciato il suo villaggio nell'Africa Centrale per ricostruirsi una vita in Francia. Mentre aspetta di ottenre lo statito di rifugiato, organizza la sua vita: manda a scuola i figli e lavora al mercato, dove inconbtra e si innamora di Carole (Sandrine Bonnaire). Ma se la sua richiesta d'asilo no fosse accettata, cosa accadrebbe di questi frammenti di vita normale che ha messo insieme faticosamente?

Sab 24, h. 20.30

Hong Sang-soo On the Beach at Night Alone (Corea del Sud/Germania 2017, 101’, DCP, col., v.o. sott.it.) Younghee, una famosa attrice, dopo aver iniziato una relazione con un uomo sposato, decide di prendersi una pausa dal lavoro. Parte per Amburgo e cerca di capire se la mancanza di lui sia la prova di un vero sentimento d’amore nei suoi confronti.

Dom 25, h. 16.30

Fawzi Saleh Poisonous Roses (Egitto 2018, 70’, DCP, col., v.o. sott.it.) Il 22enne Saqr vuole abbandonare l’Egitto ma sua sorella Taheya cerca di impedirglielo. Sabota la relazione che lui ha con una studentessa di medicina, fa saltare il suo piano di imbarcarsi per l’Italia e gli dedica mille attenzioni per convincerlo che, senza di lei, non potrà mai sopravvivere.

Dom 25, h. 18.00

Raúl Ruiz, Valeria Sarmiento La Telenovela Errante (Cile 2017, 80’, DCP, col., v.o. sott.it.) 990. La società cilena non esiste più, se non sotto forma di serial televisivi. Il Paese è costituito da quattro "regioni audiovisive", sul punto di guerreggiare tra loro. Un'opera dalla genesi travagliata e singolare. La telenovela errante nasce nel 1990 come workshop di sei giorni, una riflessione allegorica di Raúl Ruiz sulla sorte avversa toccata al "suo" Cile. Un Paese infine liberato dalla dittatura di Pinochet, ma comunque prigioniero del deserto culturale lasciato dal regime. Il disprezzo e lo smarrimento di Ruiz si traducono in una trasfigurazione buñueliana della società cilena, sotto forma di soap opera dallo spirito eccentrico e surreale.

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